La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Il Salone di Stupinigi, centro degli assi prospettici del territorio

Uno degli elementi più interessanti della costruzione dell'immagine di Torino capitale è l'uso degli assi prospettici nel territorio. Sappiamo che sono stati ampiamente utilizzati in città: non c'è grande via del centro che non termini con l'orizzonte chiuso scenograficamente, da via Garibaldi a via Po passando per via Roma. Nel territorio ci sono tre luoghi in cui gli assi che lo legano alla città sono particolarmente visibili: la Basilica di Superga, estremo del più celebre di questi assi, quello che la collega al Castello di Rivoli, lo stesso Castello di Rivoli, da cui si apprezza anche uno dei più amati, corso Francia, che lo collega scenograficamente a piazza Statuto, e la Palazzina di Caccia di Stupinigi, che chiude il lunghissimo viale proveniente da Torino, in quello che, per il mio gusto personale, è l'asse prospettico più bello di tutti.


Lo si nota ancora di più dal Salone Centrale della Palazzina, il cuore del progetto juvarriano e degli assi che in esso convergono. L'intero complesso fu concepito come un movimento di bracci simmetrici, ora concavi e ora convessi, che si inseguivano come in una danza, fino a unirsi nel Salone Centrale. E' un movimento sinuoso ed elegante che è l'apogeo del barocco piemontese e una delle migliori espressioni del barocco europeo: non perdetevelo e non abbiate fretta di entrare nella Palazzina, godetevi i movimenti e la sontuosità con cui Juvarra vi avvicina al cuore della sua creatura.


Nel Salone Centrale convergono, e sono leggibili anche per i profani, i grandi assi immaginati da Filippo Juvarra per attraversare il territorio. Il principale, arriva da Torino, divide il Salone a metà e prosegue nel giardino e nel Parco. Ma non solo. Il Salone è anche il punto di incrocio della Croce di Sant'Andrea, l'elemento centrale della Palazzina: sui due bracci rivolti verso il Parco erano collocati, simmetricamente, gli appartamenti del Re e della Regina e le prosecuzioni esterne dei loro assi indicavano le rotte della caccia e il disegno dei giardini settecenteschi.


Essere al centro del Salone, così fastoso nelle sue decorazioni, gli affreschi, che ricordano il Trionfo di Diana e varie scene di caccia, e gli stucchi dorati, e guardare le ampie finestre, con il lunghissimo viale verso Torino da un lato e l'asse che attraversa il Giardino e si perde verso le Alpi, sul lato opposto, mentre, due per lato, convergono anche le braccia della croce di Sant'Andrea, con i sontuosi appartamenti Reali, fa sentire davvero al centro di un progetto grandioso. E pensate che giusto sopra la vostra testa, a coronare il Salone Centrale, c'è la cupola sormontata dal grande cervo, il simbolo della caccia reale e di Stupinigi. Colui che tutti aspettano di vedere lungo il viale che da Torino mano a mano si avvicina alla Palazzina.


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