Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Un autunno alla scoperta dei Tapparelli, nel Cuneese

Nelle cittadine storiche della Granda, quest'autunno non cercate solo l'enogastronomia. Due anniversari sono l'occasione per riscoprire una delle famiglie aristocratiche più importanti del Regno di Sardegna, i Tapparelli: nel 2016 ricorrono infatti i 200 anni dalla nascita di Emanuele e i 150 dalla morte di Massimo. Emanuele Tapparelli d'Azeglio fu diplomatico del Regno di Sardegna (nel 1867 fu tra i firmatari del Trattato di Londra per il nostro Paese), collezionista raffinato (a Londra presiedette il Burlington Fine Arts Club, a Torino diede la sua collezione al Museo Civico di Torino, a Saluzzo, CN, comprò Casa Cavassa, per trasformarla in un Museo) ed elegante uomo di corte. Massimo d'Azeglio fu uno dei patrioti più importanti del Risorgimento italiano, Presidente del Consiglio del Regno di Sardegna nel drammatico periodo successivo alla sconfitta di Novara, nel 1849; fu intellettuale, soldato, politico, con una vita avventurosa che ben rappresenta il romanticismo dell'Ottocento.


Casa Cavassa, a Saluzzo (CN), e il Castello di Lagnasco (CN),
due dei luoghi maggiormente legati ai Tapparelli

Approfittando dei due anniversari, per quest'autunno è stato organizzato un fitto calendario di visite guidate, a cura delle associazioni Ce.G.A.T. e Federagit Confesercenti Piemonte, che invitano a scoprire personaggi, storie e luoghi legati alla famiglia Tapparelli. A ottobre, ci sono ancora due appuntamenti. Il 16, alle ore 10.30, a Saluzzo, si parte da Casa Cavassa, salvata da Emanuele Tapparelli, per seguire le tracce della famiglia, conosciuta sin dal XVI secolo per le sue attività in città; alle ore 15, a Busca, nel Castello del Roccolo, si scopre il luogo di villeggiatura della famiglia, acquistato dal marchese Roberto e diventato luogo in cui trascorrere l'estate con gli amici e la famiglia.

Il 30 ottobre 2016, alle ore 15, si visiterà Rocca de' Baldi, entrata nella storia della famiglia attraverso Cristina Morozzo della Rocca, che sposò Cesare Tapparelli, il secondogenito del marchese Roberto, diventato improvvisamente erede del titolo. Ancora un matrimonio, quello di Roberto con Costanza Alfieri di Sostegno, porta il 12 novembre, alle ore 15, a San Martino Alfieri: qui la coppia, che ebbe un matrimonio molto felice, dimorava spesso e la residenza, ancora appartenente al patrimonio familiare, apre le sue porte eccezionalmente al pubblico (e rivela il suo presente di azienda vitivinicola). Il 27 novembre 2016, a Racconigi, il protagonista sarà Massimo d'Azeglio: approfittando di due sue opere, nel Castello Reale, la visita rivelerà anche gli stretti legami dei Tapparelli con i Savoia e di Racconigi con la Storia che portò al Regno d'Italia.

Per tutte le informazioni pratiche, dall'acquisto delle visite ai dettagli sulle varie località, il sito web è www.cegat.it.


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