Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Carlo Pittara e la Scuola di Rivara, una bella mostra al Museo Accorsi

Un gruppo di giovani borghesi, di famiglia agiata, che ogni estate si ritrova a Rivara, nel Canavese, per dedicarsi a una delle passioni comuni, la pittura e che, senza un manifesto di riferimento, trova nel paesaggio e nella vita agreste il terreno di incontro e il filo conduttore. E' la cosiddetta Scuola di Rivara, che per alcuni decenni, tra il 1860 e la fine del secolo, riunì intorno a Carlo Pittara, che potrebbe essere considerato anche il padrone di casa (suo cognato, il banchiere Carlo Ogliani, ospitava la comitiva nella sua dimora), giovani pittori come i piemontesi Ernesto Bertea, Vittorio Avondo, Federico Pastoris di Casalrosso, i liguri Ernesto Rayper, Alberto Issel, lo spagnolo Serafino De Avendaño e il portoghese Alfredo d'Andrade (quest'ultimo sarebbe poi stato Direttore della Soprintendenza delle Belle Arti di Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta, si sarebbe dedicato soprattutto al restauro e sarebbe stato uno degli inventori del Borgo Medievale di Torino).


A questo gruppo di giovani artisti e ai loro paesaggi gentili è dedicata una bella mostra, Carlo Pittara e la Scuola di Rivara – Un momento magico dell'Ottocento pedemontano, curata da Giuseppe Luigi Marini e con una settantina di opere provenienti da collezioni private italiane, al Museo Accorsi – Ometto fino al 15 gennaio 2017. Il sottotitolo della mostra rende bene l'impressione che si ha al visitarla e all'osservare questi quadri bellissimi di boschi verdi e rigogliosi e di vita agreste quasi sempre arcadica, con paesaggi morbidi, contadini, pastori, greggi, luci che accentuano i chiaroscuri, colori naturali e realistici. Mancava un manifesto, che riunisse i giovani artisti intorno a valori e obiettivi condivisi, ma le frequentazioni e le citazioni erano colte. La loro pittura era influenzata da quella dello svizzero Alexandre Calame, che quasi tutti conobbero a Ginevra e che aveva una visione romantica del paesaggio, c'erano anche influenze degli impressionisti e i primi riferimenti ai macchiaioli. Nel loro cenacolo di Rivara, i giovani artisti portavano le loro vite cosmopolite, i loro viaggi (Pittara soggiornò a lungo a Roma e a Parigi), i loro incontri, creando così una pittura originale e gradevole, facilmente comprensibile a tutti, ma sempre legata ai temi della natura, della vita agreste, soprattutto per Carlo Pittara, che fu il più prolifico di tutti, sembra come se i suoi interessi si fossero cristallizzati e la sua intensa vita di agiato borghese del XIX secolo servisse per continuare a dipingere paesaggi bucolici e greggi in cammino.


Il Museo Accorsi – Ometto approfondisce i temi della mostra con le Conversazioni d'Arte, gli incontri a cura di Anna Maria Cavanna, che spiegano i legami della Scuola di Rivara con il rinnovamento della pittura italiana e le esperienze europee: il 13 novembre, alle ore 11, Il rinnovamento della pittura in Italia: l'esperienza delle scuole di Rivara, Pergentina e Resina; il 4 dicembre 2016, ore 11, Carlo Pittara e gli altri artisti italiani a Parigi: i nuovi soggetti della vita cittadina; il 15 gennaio 2017, alle ore 11, Nuove ricerche per gli artisti di Rivara: dal restauro delle antichità medioevali alle arti decorative. L'ingresso a ogni incontro, seguito poi da una visita alla mostra, costa 18 euro, ridotto 15 euro, per Possessori delle tessere Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card, 6 euro.


Carlo Pittara e la Scuola di Rivara – Un momento magico dell'Ottocento pedemontano è al Museo Accorsi – Ometto, in via Po 55, fino al 15 gennaio 2017 [PROROGATA al 12 febbraio 2017] . L'orario di apertura è mar-ven 10-13 e 14-18; sab-dom ore 10-13 e 14-19; lunedì chiuso. Il biglietto costa 6 euro, ridotto 4 euro, gratuito per gli under 12 e i possessori delle tessere Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card; la mostra con visita guidata costa 12 euro, ridotto 10 euro, per Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card 3 euro; Museo con visita guidata più mostra con visita libera 14 euro, ridotto 12 euro, gratuito per under 12 e possessori Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card; Museo e Mostra con visite guidate 18 euro, ridotto 15 euro, per Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card 3 euro. Tutte le info su www.fondazioneaccorsi-ometto.it.


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