Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

L'occhio fedele degli incisori olandesi del Seicento alla Galleria Sabauda

Lo sappiamo tutti: i Musei italiani conservano nei loro magazzini opere di grande importanza, in un numero spesso superiore a quello esposto al pubblico. Si stanno così affermando le mostre temporanee, per permettere ai visitatori di conoscere opere che non hanno spazio nei percorsi museali. Ai Musei Reali questa scelta coinvolge la Galleria Sabauda, che possiede uno dei più importanti patrimoni europei di stampe e incisioni olandesi e fiamminghe e che le metterà piano piano in mostra, in rotazione. Si tratta di lavori delicatissimi, che anche per questioni di conservazione non possono essere esposti alla luce e al pubblico per più di tre-quattro mesi consecutivi.


Bisogna dunque approfittare della mostra L'occhio fedele – Incisori olandesi del Seicento, aperta fino al 26 febbraio 2017, che espone 32 fogli del Secolo d'Oro olandese. Il Seicento è stato infatti il Secolo d'Oro non solo delle arti spagnole, ma anche della cultura olandese: appena diventata indipendente, dopo le sanguinose guerre di religione che la opposero alla Spagna, l'Olanda vide affermarsi una classe borghese colta e benestante, arricchitasi con il commercio e amante dell'arte. Anche per questo le incisioni a stampa si affermarono, nei campi più diversi, dai libri ai ritratti, dalle riproduzioni di dipinti celebri ai paesaggi.


I 32 lavori della mostra colpiscono soprattutto per l'attenzione verso la natura e la vita quotidiana. Ci sono i paesaggi realistici di Rembrandt e Ruisdael, le piccole scene di vita di Adriaen van Ostade, con una certa attenzione anche per gli animali, disegnati in momenti inaspettati come il sonno. Sorprende, questo interesse per la vita agreste, per la vita dei semplici e degli umili, ritratti sempre con realismo e senza giudizio. Ospitata in due piccole sale del secondo piano della Galleria Sabauda, la mostra incuriosisce con dolcezza e gentilezza.

L'occhio fedele. Incisori olandesi del Seicento è compresa nel biglietto dei Musei Reali (12 euro biglietto intero, 6 ridotto, gratuito per under 18 e possessori delle tessere Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card); l'orario di apertura è mar-dom ore 9-19, chiuso lunedì.


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