Da youtube, il video di Kirsten Dirsen sulla Pra di Brëc di QOS Studio, a Locana

Kirsten Dirsen è tornata nelle valli alpine torinesi, alla scoperta di antichi edifici di montagna rinati a nuova vita. Dopo la Baita di Studioata , presenta nel suo canale di youtube (1,7 milioni di iscritti!) un bel progetto di ristrutturazione, realizzato a Locana, a poche decine di km da Torino. Qui la famiglia Laboroi ha voluto trasformare l'antica casa-fienile, che appartiene loro da ben quattro generazioni, in una casa per le vacanze, chiamata Pra di Brëc. Il progetto è stato affidato all'astigiano QOS Studio. Come spiega a Kirsten Davide Querio, geometra dello studio, l'edificio è stato liberato dall'intonaco aggiunto qualche decennio fa, per lasciare a vista i bei muri in pietra. Una scelta che ha restituito identità all'intera struttura: nel video si mostra il "prima" e "dopo" e si può apprezzare quanto la casa fosse stata resa anonima dall'intonaco e quanto invece adesso abbia una personalità coerente con il paesaggio circosta

Quali politiche urbanistiche per Torino? Montanari risponde

L'architetto Guido Montanari è l'Assessore alle Politiche Urbanistiche della Giunta Comunale di Chiara Appendino, oltre che suo vicesindaco. Lo abbiamo conosciuto come tempestoso censore di molte scelte urbanistiche compiute negli ultimi anni (ricordo una sua appassionata invettiva contro la mancata cura del paesaggio torinese, con le costruzioni delle torri di Spina 3, l'ex Villaggio Media di Torino 2006 e, ovviamente dei due grattacielo di Intesa Sanpaolo e della Regione Piemonte). Appena insediatosi, ha bloccato quasi tutti i progetti, a cominciare dall'ex Westinghouse, per analizzarli e decidere se dare loro un nuovo via libera.

E' davvero il signor No della futura Torino? Ha una propria visione della città? Quale direzione intende seguire, nell'indirizzare le nuove politiche urbanistiche torinesi? Potremo scoprirlo il 10 novembre 2016, alle ore 21, alla Scuola Holden (piazza Borgo Dora 49), quando sarà protagonista di un incontro pubblico intitolato Quali politiche urbanistiche per la città di Torino? Organizzato dall'Ordine degli Architetti di Torino, l'incontro sarà molto importante anche per i professionisti del settore, essendo il primo in cui Montanari risponderà alle loro richieste e proposte.

Al centro del dibattito ci saranno numerosi argomenti, a cominciare dalle grandi opere, che non sembrano appassionare la Giunta del Movimento 5 Stelle: "In un'epoca in cui le città sono in competizione tra di loro nell'attrazione di risorse umane, economiche, culturali,… le grandi trasformazioni sono un tassello importante. Torino è cresciuta a livello di visibilità negli ultimi anni anche grazie agli interventi che hanno segnato una nuova forma della città. Alcuni spazi sono rimasti però indietro nel processo di trasformazione, aree abbandonate e contenitori vuoti che ancora non hanno trovato una nuova destinazione d'uso. Ex Manifattura Tabacchi, ex Westinghouse, Torino Esposizioni e Palazzo del Lavoro solo per citare i più eclatanti. In questo contesto diventa centrale il tema del riuso, che è argomento all'ordine del giorno per la categoria degli architetti. E altrettanto rilevante è il rapporto pubblico-privato per garantire la sostenibilità economica degli interventi" spiega il comunicato stampa dell'Ordine degli Architetti.

Al nuovo assessore si chiederà anche di affrontare l'uso dei concorsi di architettura, "strumento privilegiato per l'affidamento di opere pubbliche di qualità; con la precedente Amministrazione era stato avviato un dialogo per l'adozione sperimentale di procedure concorsuali di qualità per alcuni interventi anche dimensionalmente non rilevanti con l'obiettivo che la Città bandisse almeno 2 concorsi di progettazione l'anno, a livello di programma strutturale all'interno del piano annuale e triennale delle opere pubbliche".

Un altro argomento che si proporrà a Montanari è il piano regolatore, perché "non ha più senso proseguire con l'approvazione di varianti ad un piano che non tiene in considerazione le nuove vocazioni della città. È necessaria una revisione e anche una messa in discussione dei criteri su cui è basato, per passare da standard quantitativi a indicatori qualitativi come la lotta ai cambiamenti climatici, la riduzione del consumo di suolo, la messa in sicurezza del territorio e la valorizzazione del territorio rurale".

L'incontro sarà aperto al pubblico, che potrà intervenire con proprie domande e sarà moderato dal Presidente dell'Ordine degli Architetti Massimo Giuntoli.


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