Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Sorprese del Canavese: il Ristorante Del Monte di Colleretto

Questa è una cosa bella e inaspettata successa ieri pomeriggio, che testimonia quanto la nostra provincia italiana (perché solo piemontese o torinese?) sia capace di accoglienza, intelligenza e talento.

Ieri mattina sono stata al Castello di Parella (TO), di cui tornerò a parlare nei prossimi giorni, invitata da Turismo Torino, insieme ad altri giornalisti e blogger del Torinese (Paola Forneris di Viaggi e Delizie, Irene Prandi di Stuzzichevole, Alessandra Giovanile di Ricette di Cultura, Silvia Badriotto di Nuovi Turismi). Mattinata gelidissima, ma piacevole, grazie anche alla compagnia e al progetto di rinascita del Castello, che si preannuncia davvero interessante. Come al solito, un po' tutti condividiamo impressioni e fotografie sui social, e Silvia Lanza, l'ufficio stampa di Turismo Torino, riceve un inaspettato messaggio su Facebook: è Luca Berolatti, giovane chef e proprietario del Ristorante Del Monte di Colleretto Giacosa, che, vista la nostra vicinanza, ci invita a passare a trovarlo. E, siccome causa freddo gelido siamo in anticipo sugli orari previsti, Silvia propone davvero di andare a trovare Luca.


Pochi minuti e siamo nel piccolo locale che Berolatti gestisce con sua madre. Passiamo lì circa un'oretta, di quelle sorprendenti e piacevoli. La sala da pranzo ha colori caldi e accoglienti e una stufa con il fuoco vivo e vivace riscalda l'ambiente, facendoci dimenticare le rigide temperature invernali dell'esterno. Tutt'intorno l'arredamento è natalizio, con tre originali presepi e un grande albero di Natale, tutto giocato sui toni del bianco. La padrona di casa è gentilissima: mentre il figlio prepara il dessert, ci porta i torcetti canavesani e valdostani, diversi nelle forme, ma entrambi ottimi nel gusto, e apre per noi una bottiglia di passito. Io non bevo, chi legge Rotta su Torino lo sa; non è che non reggo l'alcol, è che non mi piace il suo sapore; ma, quando mi invitano a tour enogastronomici, ne assaggio sempre un sorso, per curiosità e perché non si sa mai (ci sono vini dolci che hanno un buon sapore e riesco persino a berne un bicchiere intero!). L'ho fatto anche ieri, ma la mia preparazione enologica è limitatissima per ovvi motivi, per cui riporto il giudizio di Irene, che è molto più esperta di me, conosce le mie mancanze e mi ha detto: "Questo sì che è un passito!".


Poi è arrivato un dolcino al cioccolato preparato per noi da Luca, con una panna delicata e deliziosa ad accompagnarlo e uno sciroppo di fragola; i sapori si sono mescolati con dolcezza, insieme alle chiacchiere, alla simpatia della padrona di casa e a un paio di clienti, che si sono incuriositi per la nostra presenza. Prima di andare via abbiamo scoperto anche ai prodotti di Luca Berolatti, che vende confetture, salse e dolci realizzati nel suo laboratorio, secondo le tradizionali ricette canavesane, da lui rivisitate. C'è anche chi ha fatto acquisti e tutti abbiamo promesso di ritornare, per un pranzo e non solo per il dessert. Per curiosità, ho scorso le recensioni in vari siti web e il Ristorante Del Monte è apprezzatissimo per la sua frittura mista piemontese, per i suoi agnolotti al plin e i suoi risotti, che Luca interpreta secondo il suo gusto di giovane chef contemporaneo.


Tornando verso casa, due conti: a Colleretto Giacosa, un piccolo paesino del Canavese, arrampicato alle preAlpi e dotato di un grandioso panorama verso la pianura torinese, c'è questo ristorante, portato avanti da un giovane cuoco che crede nel suo territorio e si è creato reputazione e credibilità tra la sua gente, un piccolo gioiello che lui sa condurre con intelligenza anche sui social. Ha scritto a Silvia, siamo passati a trovarlo, e a occhio, grazie alle nostre condivisioni nei social, deve aver raggiunto oltre 30mila contatti. Non bastassero l'accoglienza cordiale e il dessert buonissimo, anche solo per l'uso intelligente dei social, Luca Berolatti meriterebbe di essere segnalato. Se siete dalle parti di Ivrea, passate al Ristorante Del Monte per un pranzo o una cena in un'atmosfera accogliente e intima, è a Colleretto Giacosa, in via Torino 7.


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