Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Fortunato chi parla l'arabo, al Museo Egizio di Torino

Sin dall'arrivo di Christian Greco alla sua direzione, il Museo Egizio ha avuto come obiettivo l'apertura alla comunità araba, in particolare a quella egiziana, affinché diventi strumento di conoscenza, di confronto e di inclusione, anche di orgoglio e di identità, per gli egiziani torinesi. Anche per questo l'arabo è una delle lingue utilizzate nelle didascalie, lungo il percorso museale. Adesso arriva una nuova iniziativa, Fortunato chi parla l'arabo, tutta pensata per i cittadini di cultura araba: dal 19 dicembre 2016 al 31 marzo 2017, potranno entrare al Museo Egizio due persone al prezzo di un solo biglietto intero. E' la prima volta che un Museo italiano si rivolge ai nuovi italiani, per dare loro l'opportunità di conoscere un pezzo importante della storia della loro cultura d'origine.


"L'Italia ha l'onore e l'onere di custodire una collezione che ha la sua conditio sine qua non nel suo Paese di provenienza, l'Egitto" ha spiegato Christian Greco. "In un museo recentemente rinnovato, che si interroga su identità, missione e obiettivi futuri, siamo sempre più consapevoli del fatto che nessuna istituzione culturale esiste se non è connessa con il tessuto sociale in cui è inserita; scaturisce quindi la necessità di comprendere e interagire con i mutamenti di una società in evoluzione. Credo che la cultura materiale possa avere un ruolo importante nel costruire ponti fra le sponde del Mediterraneo, divenendo elemento principe della diplomazia culturale. Il rapporto costante tra soggetto e oggetto e ciò che può unire persone di provenienza socio-culturale diversa e che aiuta a riflettere su un'esperienza comune".

La campagna di comunicazione è rivolta ai cittadini di lingua araba di tutta Italia; solo a Torino conta di raggiungere circa 24mila persone (tanti sono i residenti di cultura araba nella nostra città); in città anche manifesti e poster, anche nei bus, in arabo, per invitare a scoprire il Museo Egizio. Importante anche il ruolo svolto dagli 'ambasciatori': alcuni cittadini, formati dal Museo, informeranno i connazionali dell'iniziativa del Museo, illustrando le sue caratteristiche, e li raggiungeranno nella Torino che frequentano, i quartieri, i mercatini rionali, i negozi, le moschee e i luoghi di culto.

Per il nostro Paese è il primo grande progetto rivolto ai nuovi italiani, parte da uno dei Musei italiani più antichi, il Museo Egizio, e da una città, Torino, che ha fatto dell'accoglienza uno dei punti di forza della sua storia. Che Iside e Ramses, il Nilo e le piramidi possano affascinare anche chi da quelle rive è dovuto andare via e a Torino ha trovato un'opportunità.


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