I colori e i profumi di Flor ai Giardini Reali. E anche la mostra i Fiori del Re

Dopo aver sperimentato con successo igiardini della Palazzina di Caccia di Stupinigi per l'edizione autunnale, Flor sbarca per la bella stagione nei Giardini Reali. Dal 27 al 29 maggio 2022, dalle ore 9 alle 20, oltre 100 florovivaisti provenienti da tutt'Italia presenteranno le loro proposte per l'estate in arrivo, affiancati da artigiani, ceramisti e agricoltori che aiuteranno ad abbellire giardini e balconi con elementi d'arredo, consigli e nuove idee. Tra i florovivaisti presenti, anche rappresentanti da Slovenia e Olanda, a dare un tocco internazionale a una manifestazione che si arricchisce a ogni edizione. "Infinite varietà di rose, orchidee, iris, ortensie, arbusti da fiore, piante aromatiche e da frutto. Ma anche piante succulente e carnivore, orchidee, tillandsie, piante acquatiche, rampicanti e tropicali, da secco e da sole intenso, da ombra, bonsai, fioriture annuali, bulbose e graminacee" elenca il comunicato stampa tra le proposte che si tro

Gli spazi in attesa di futuro, fotografati all'Urban Center Metropolitano

Se in questi giorni passate sotto i portici di piazza Palazzo di Città, lato nord (quello verso Porta Palazzo, insomma), alzate lo sguardo e non perdetevi le fotografie della bella mostra Spazi in attesa, che ha il suo culmine all'Urban Center Metropolitano, in piazza Palazzo di Città 8f. Appese alle volte dei portici, ci sono immagini di spazi torinesi abbandonati, fotografati da Bruna Biamino. Si tratta di vecchi stabilimenti industriali, antichi conventi, caserme e palazzi che hanno conosciuto epoche di gloria e poi sono stati lasciati all'incuria del tempo, in attesa di nuove destinazioni.


C'è sempre poesia nei luoghi abbandonati, nelle cose che sono state, in quelle che si sono perse, in quelle che sarebbero potuto essere e non sono state. C'è come un momento di sospensione, di attesa, per l'appunto, che Bruna Biamino ha colto con dolcezza. Non si rimane indifferenti davanti ai paesaggi post industriali, alle grandi architetture del Novecento e alle cascine invase dalla sterpaglia. È un patrimonio che appartiene a Torino e che Torino deve decidere come usare, non riuscendo però, nel frattempo, a evitarne la decadenza. Al vedere le immagini dell'ex Berto Lamet, a Mirafiori, o delle ex Acciaierie Mandelli di Collegno, mi viene sempre in mente quello che mi aveva detto l'architetto Alessandra Coscia dello studio GRANMA Architetti Associati, ricordando le emozioni della prima volta in cui era entrata nell'ex SNOS, di cui avrebbero curato la riqualificazione: "Lì era passata la storia del lavoro di questa città!" Ed è passata la storia del lavoro, insieme a tante storie di vita anche in quegli stabilimenti e in quei luoghi, in attesa di una nuova destinazione e di una nuova vocazione.


La loro attesa ha una malinconia vagamente leopardiana, ma è anche un monito per noi, che ne abbiamo la responsabilità e dobbiamo decidere consapevolmente cosa fare di tanto patrimonio, che racchiude tante storie.

Spazi in attesa è aperta fino al 22 marzo 2017, sia sotto i portici di piazza Palazzo di Città che nella sede dell'Urban Center Metropolitano (l'ingresso è gratuito, l'orario di apertura è da martedì a sabato ore 11-18).


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