Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Alla Falchera, c'è Outiskirt stories, progetto condiviso di street art

La street art come strumento di riqualificazione e di ripartenza di un quartiere. È un'idea lanciata a Torino da Barriera di Milano, con il progetto B.Art, con cui Millo ha realizzato i murales di tredici pareti del quartiere, la riprende Falchera, che ha chiesto a XEL di realizzare tre murales sulle facciate di alcuni edifici di via delle Querce. Il progetto che ha coinvolto lo street artist torinese si chiama Outiskirt stories ed è nato da un'idea di Aurelio Albanese, Presidente dello Sportello del Malato e residente in Falchera, che ha proposto la street art come strumento di riqualificazione ed è riuscito a coinvolgere il MAU – Museo d'Arte Urbana di Torino, da un paio di decenni impegnato nella realizzaazione e tutela di murales nel quartiere Campidoglio.


Outskirt stories non si presenta come un progetto calato dall'alto e planato in questo quartiere di periferia, così periferico da essere persino a nord della Stura, il fiume che definisce a nord il territorio urbano di Torino. Oltre ad aver realizzato i suoi murales, infatti, XEL ha condotto alcuni laboratori didattici per gli studenti delle scuole locali, per ragazzi disabili e per i giovani del quartiere. Durante i laboratori, il giovane artista ha spiegato ai ragazzi sia il progetto, sia le tecniche di realizzazione dei murales. In questo modo il progetto è stato un'esperienza per tutta la comunità e i murales saranno non solo un progetto decorativo per abbellire le pareti cieche del quartiere, ma un'occasione di condivisione e di partecipazione, che, in un quartiere in cerca di occasioni di rinascita, assume un significato particolare.


La Falchera, costruita negli anni 50, è al centro di uno dei più importanti progetti di riqualificazione in corso a Torino. Il Piano Città intende trasformarla infatti in quartiereverde e smart; per le scuole del quartiere è prevista la riqualificazione energetica, con l'isolamento termico, che permetterà un risparmio del 50% dell'energia; per lo snellimento del traffico sarà costruito un secondo accesso al quartiere, da corso Romania; saranno costruiti 800 nuovi alloggi tra edilizia convenzionata e agevolata e alloggi per il libero mercato di strada Cebrosa, con nuovi esercizi commerciali, che sono una delle richieste più pressanti dei residenti. Il progetto più significativo è la riqualificazione dei due laghetti artificiali, creati negli anni '50, a lungo punto di socializzazione del quartiere, fino all'abbandono e al degrado: secondo il Piano Città, saranno al centro di un nuovo parco, dotato di piste ciclabili, punti di ristoro, cascine didattiche, un vero e proprio polmone verde per i quartieri settentrionali della città.


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