La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

La luce sui bronzi islamici, al MAO

Al Museo d'Arte Orientale continua la valorizzazione del patrimonio custodito nei magazzini, con la mostra Luce sui bronzi – Oggetti d'Arte islamica dai depositi del MAO. Dal 19 gennaio 2017 sei opere bronzee saranno esposte per la prima volta al pubblico. In particolare, spiega il comunicato stampa del Museo, "si potrà ammirare una coppa (tasa) in ottone del XVII secolo proveniente dall'Iran. Si tratta di un manufatto di epoca safavide riccamente decorato -oltre che con iscrizioni calligrafiche- con simboli sia astrologici, sia astronomici. Sono identificabili all'esterno le costellazioni e all’interno i pianeti, con la presenza del sole e della luna, disposti in cerchio intorno a una protuberanza che potremmo riconoscere come la Terra". All'interno del piede della coppa c'è un quadrato magico, una figura che veniva costruita "nell'antichità con lettere e numeri contesti e l'armonia della somma complessiva o la leggibilità in varie direzioni delle lettere simboleggiava la consonanza con le leggi dell'universo. La coppa esposta al MAO diventa così la restituzione materiale e tangibile del cosmo e degli elementi che lo costituiscono". Grazie a tutti questi diversi elementi, si può dire che la coppa esposta fosse legata alla sfera magica e alla divinazione.


Sebbene sia condannata dalla religione, la divinazione era una pratica antichissima, di radici preislamiche, e molte famiglie importanti conservavano gelosamente queste coppe, anche a scopo terapeutico: si credeva che le formule magiche incise in esse potessero passare al malato attraverso i liquidi in esse contenute.

Insieme a questa preziosa coppa, il MAO esporrà un mestolo egiziano del IX-X secolo, una coppa indiana del XVII secolo, un versatoio e un boccale iraniani del XII-XIII secolo e un vasoio del XV-XVI secolo. Anche in questi casi le iscrizioni callgrafiche avevano uno scopo magico, dalle Sure del Corano alle formule di benedizione.

Particolarmente suggestiva, la scenografia scelta: le sei opere si troveranno in un ambiente immerso in suoni avvolgenti e immagini proiettate.

Luce sui bronzi – Oggetti d'Arte islamica dai depositi del MAO sarà aperta al pubblico, al MAO, in via San Domenico 11, fino al 12 marzo 2017. L'ingresso alla mostra è compreso nel prezzo del biglietto al MAO (intero 10 euro, ridotto 8 euro, gratuito under 18 e abbonamento Musei Torino Piemonte), l'orario d'apertura è mar-ven 10-18, sab-dom 11-19, chiuso lunedì.


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