Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

La luce sui bronzi islamici, al MAO

Al Museo d'Arte Orientale continua la valorizzazione del patrimonio custodito nei magazzini, con la mostra Luce sui bronzi – Oggetti d'Arte islamica dai depositi del MAO. Dal 19 gennaio 2017 sei opere bronzee saranno esposte per la prima volta al pubblico. In particolare, spiega il comunicato stampa del Museo, "si potrà ammirare una coppa (tasa) in ottone del XVII secolo proveniente dall'Iran. Si tratta di un manufatto di epoca safavide riccamente decorato -oltre che con iscrizioni calligrafiche- con simboli sia astrologici, sia astronomici. Sono identificabili all'esterno le costellazioni e all’interno i pianeti, con la presenza del sole e della luna, disposti in cerchio intorno a una protuberanza che potremmo riconoscere come la Terra". All'interno del piede della coppa c'è un quadrato magico, una figura che veniva costruita "nell'antichità con lettere e numeri contesti e l'armonia della somma complessiva o la leggibilità in varie direzioni delle lettere simboleggiava la consonanza con le leggi dell'universo. La coppa esposta al MAO diventa così la restituzione materiale e tangibile del cosmo e degli elementi che lo costituiscono". Grazie a tutti questi diversi elementi, si può dire che la coppa esposta fosse legata alla sfera magica e alla divinazione.


Sebbene sia condannata dalla religione, la divinazione era una pratica antichissima, di radici preislamiche, e molte famiglie importanti conservavano gelosamente queste coppe, anche a scopo terapeutico: si credeva che le formule magiche incise in esse potessero passare al malato attraverso i liquidi in esse contenute.

Insieme a questa preziosa coppa, il MAO esporrà un mestolo egiziano del IX-X secolo, una coppa indiana del XVII secolo, un versatoio e un boccale iraniani del XII-XIII secolo e un vasoio del XV-XVI secolo. Anche in questi casi le iscrizioni callgrafiche avevano uno scopo magico, dalle Sure del Corano alle formule di benedizione.

Particolarmente suggestiva, la scenografia scelta: le sei opere si troveranno in un ambiente immerso in suoni avvolgenti e immagini proiettate.

Luce sui bronzi – Oggetti d'Arte islamica dai depositi del MAO sarà aperta al pubblico, al MAO, in via San Domenico 11, fino al 12 marzo 2017. L'ingresso alla mostra è compreso nel prezzo del biglietto al MAO (intero 10 euro, ridotto 8 euro, gratuito under 18 e abbonamento Musei Torino Piemonte), l'orario d'apertura è mar-ven 10-18, sab-dom 11-19, chiuso lunedì.


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