Un menù autunnale a filiera cortissima e autoprodotta, la svolta di Affini

Un menù autunnale che è risultato di un progetto bello e ambizioso, pensato avendo l'Agenda 2030 dell'ONU come direzione. Il Gruppo Affini svolta verso il controllo della filiera produttiva, sempre più corta, così da rispondere in modo concreto alle esigenze di sostenibilità, più urgenti da dopo il lockdown. Da Green Pea, dove il suo terzo locale (gli altri due sono a San Salvario ea Porta Palazzo) sta per festeggiare un anno di apertura, Davide Pinto spiega come il periodo di chiusura sia stato utilizzato per lo studio e le sperimentazioni: "Il delivery ci ha annoiato subito, sapevamo che non era la nostra soluzione" ha spiegato. Così, durante la pausa delle attività, insieme al suo team, (l'aromatiere e distillatore Alfedo La Cava e il bar manager Michele Marzella in primis ), si è dedicato alla ricerca di nuovi metodi di produzione, con cui sono arrivate anche nuove collaborazioni. Artigiani Gentili , questo il nome del progetto, ha una parte legata alle

E se i gioielli di Casa Savoia fossero esposti al pubblico?

E' successo che ero sul profilo di Instagram della Real Casa di Savoia e ho visto una storica fotografia dei gioielli della Corona italiana, scattata nel 1946, pochi giorni dopo il referendum e poco prima della partenza di re Umberto II per l'esilio. Mi ha colpito molto il testo che accompagna l'immagine: "Foto scattate il 5 giugno 1946 quando i gioielli della Corona del Regno d'Italia vennero depositati da re Umberto II nella Banca d'Italia. Sono passati quasi 71 anni e ancora oggi questo tesoro é "nascosto" nel bunker della Banca d'Italia. Non é mai stato esposto. Il rischio é che queste meraviglie possano essere seriamente compromesse dal tempo, soprattutto le perle. Le perle coltivate non sono fragili, ma richiedono una particolare attenzione per mantenere tutta la loro bellezza e durare nel tempo, la durata media della vita di una collana di perle di buona qualità è di due secoli. Una perla contiene il 4% di acqua, e per questo rischia di seccare. Se disidratata può diventare opaca e morire. Si deve quindi imperativamente e regolarmente far prendere aria alle perle e non "dimenticarle mai in un cassetto". Con la speranza che questo tesoro venga presto reso visibile agli italiani e al mondo, godetevi questo piccolo e raro scatto".


E' stato vedere questa foto di preziosi, che appartengono alla storia d'Italia, e andare a cercare maggiori notizie. Oltre che sull'inevitabilie wikipedia, le ho trovate su Altezza Reale, il primo blog italiano dedicato alle monarchie e alla loro storia. In un articolo firmato da Alessandro Sala si legge che, nel breve Regno d'Italia, fu la regina Margherita a dare lustro e coerenza allo scrigno della Corona. "Furono smontati e riordinati per volere della prima sovrana d'Italia Margherita. Infatti per il suo matrimonio furono creati i primi pezzi che vennero integrati negli anni fino alla creazione, per i 15 anni di matrimonio, del gran diadema nel 1883. Da questa data non furono più sottoposti a modifiche e il loro numero non fu più incrementato, come è dimostrato dall'inventario fatto dalla ditta Musy in quell’occasione e da quello effettuato nel 1946. Questi gioielli, come quasi tutti quelli più importanti della famiglia, vennero ideati e creati dalla gioielleria Musy, fondata nel 1706 e attiva ancora oggi, ditta fornitrice di casa Savoia dalla metà del XVIII secolo" scrive Sala "Dopo il referendum istituzionale, il 5 giugno del 1946 l’avv. Falcone Lucifero, reggente del ministero della Real Casa, si presentò alla Banca d'Italia con il cofanetto a tre piani in cui erano custoditi i gioielli della Corona e l'ordine di re Umberto II di riconsegnarli alla nazione ad uso di chi di dovere. Venne stilato un inventario con la descrizione dei pezzi, furono scattate delle fotografie e il cofanetto venne chiuso con 12 sigilli. In teoria oggi i gioielli dovrebbero essere ancora sigillati e il cofanetto può essere aperto solo in presenza del Presidente della Repubblica e del Governatore della Banca d'Italia. Il loro valore oggi, secondo alcune stime, si aggira sui 1,5 miliardi di euro e in totale ci sono pietre per più di 1200 carati".

Nel suo articolo, Sala analizza i vari gioielli: due bracciali, la spilla con il nodo sabaudo, il gran diadema, il gran diadema, le collane. Le foto d'epoca, che trovate nell'articolo, mostrano l'eleganza dei gioielli indossati da Margherita e da Elena, in grado di rivaleggiare con quelli delle altre dinastie europee per sfarzo e disegno. Il testo allarmante pubblicato su Instagram circa i pericoli che corrono i gioielli dei Savoia dovrebbe far riflettere sulla possibilità di esporli e farli conoscere a noi italiani e ai turisti che visitano il nostro Paese: re Umberto II li ha affidati all'Italia ed è dunque nostro dovere averne cura e farli conoscere. Parlano di una stagione della nostra storia millenaria, raccontano di una dinastia che ha regnato sull'unico stato transnazionale sopravvissuto per secoli sulle Alpi e poi capace di riunificare l'Italia, rendendo realtà un sogno accarezzato dalla caduta dell'Impero Romano, illustrano il talento e le capacità artistiche dei nostri designer e artigiani, ancora prima che il made in Italy si affermasse come marchio di qualità e di eccellenza. E per noi torinesi sono un motivo d'orgoglio e di vanto, all'essere la gioielleria Musy ancora in attività, in via Po 1.

Non ho mai apprezzato che la Repubblica neghi la storia d'Italia e la dignità millenaria di una dinastia, per affermare se stessa e i propri valori, e spero che prima o poi ci insegni a rispettare e ad amare i nostri 150 anni di storia comune, che non comprendono solo i 70 anni di Repubblica. Vienna ha saputo fare degli Asburgo e del loro Tesoro uno dei motivi di attrazione del grandioso Hofburg. E se trovassimo anche noi uno spazio a Roma (le Scuderie del Quirinale?) per mostrare i gioielli di quella che fu la Corona d'Italia per fare ammirare anche ai turisti stranieri i capolavori dell'oreficeria italiana e per iniziare a dare dignità alla storia d'Italia?


Commenti

  1. I Savoia hanno creato l’Italia e sono tuttora legati a doppio filo al nostro Bel Paese . La maggioranza degli Italiani ignora l’impatto dei Savoia sulla nostra storia , sull’arte l’architettura, le istituzioni e le leggi. Gran parte dei palazzi teatri ecc. la pianificazione di città ( Cuneo,Savona...) senza Contare Torino e il Piemonte . Il colore Nazionale - Azzurro .. i simboli... ecc. Certo vi è il tremendo sbaglio del fascismo e la fuga da Roma. Ma sarebbe ora di rivalutare la nostra storia monarchica . È nel dna del paese molto più di quanto lo sia la Repubblica . Se l’Italia esiste lo dobbiamo in parte ai Savoia 🇮🇹W L’Italia W i Savoia . Il Parco Nazionale del Gran Paradiso - la pizza margherita , ecc ecc .....

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