Incontri da non perdere, al Festival del Classico

Libertà e Schiavitù è il tema del Festival del Classico, a Torino dal 2 al 5 dicembre 2021, al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, e in diverse altre sedi sparse per la città. Alla sua quarta edizione, la manifestazione, che usa il pensiero degli antichi per analizzare i fenomeni del presente, offrirà oltre 40 incontri "tra lezioni magistrali, letture, dialoghi, dispute dialettiche e seminari, per riflettere su antiche e nuove disuguaglianze, per mettere a confronto le libertà degli antichi e dei moderni, per dare voce ai classici" anticipa il comunicato stampa. Consideriamo la schiavitù una realtà del mondo antico, quando gli sconfitti diventavano schiavi dei vincitori, quando i padroni avevano potere di vita e di morte sui propri schiavi, avendo il potere di venderli al miglior offerente o di regalare loro la libertà. "La schiavitù nel mondo occidentale è sempre esistita? È ancora presente, al giorno d'oggi, sotto nuove forme? Qual è il risultato della globalizz

Il Futurismo, protagonista della primavera 2017 del Museo Accorsi

Per la primavera si annuncia a Torino un'altra bella mostra-evento: il 2 marzo 2017 il Museo Accorsi-Ometto inaugurerà Dal Futurismo al Ritorno all'ordine – Pittura italiana del decennio cruciale 1910-1920, che rimarrà aperta fino al 18 giugno 2017. La mostra si inserisce nel solco di Divisionismo tra Torino e Milano. Da Segantini a Balla, con cui il Museo di via Po ha iniziato l'analisi della pittura del XX secolo, e analizza un decennio cruciale per la storia dei movimenti pittorici italiani. Nel 1910, infatti, vennero pubblicati il Manifesto dei pittori futuristi e il Manifesto tecnico della pittura futurista, che segnarono l'avvio ufficiale del movimento. Da qui partirà anche la mostra del Museo Accorsi-Ometto, divisa in tre sezioni.


Nella prima parte si potranno ammirare le opere dei padri del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, tra gli altri. "La sezione futurista include la presenza di due fuoriusciti dalle fila futuriste, Romolo Romani, precursore delle tendenze astrattive, con due opere anticipatrici della poetica boccioniana (Ritratto di Giosuè Carducci 1906 e Ritratto d'uomo 1908) e Aroldo Bonzagni, testimone di un espressionismo di intonazione sociale, qui rappresentato dallo storico dipinto dal titolo Il tram di Monza 1916" anticipano dal Museo. Nella seconda sezione ci saranno i simbolismi provenienti dal decennio precedente e rinnovati, i secessionismi e i primi segnali dell'avanguardia: "Dai testimoni di Ca' Pesaro ai partecipanti alle Secessioni romane, agli animatori della Secessioni bolognesi fino i movimenti giovanili napoletani degli anni a ridosso della Grande Guerra". La mostra si concluderà con i lavori che, dopo la Prima Guerra Mondiale, porteranno al cosiddetto Ritorno all'ordine, la "Metafisica, 'l'altra faccia della modernità', che perseguiva in comune con le avanguardie la rivoluzione dei contenuti ma non quella delle forme, è illustrata in mostra da opere di Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, accostate a saggi della metafisica eterodossa, rappresentata da Mario Sironi e Achille Funi, per approdare alla poetica di 'Valori Plastici', che dal 1918 diffondeva il principio della supremazia culturale e artistica italiana".

Una mostra-evento che percorrerà un decennio chiave nella storia e nell'arte italiane e che porterà a Torino opere custodite in Musei come il MART di Rovereto (TN), il Museo del Novecento di Milno, la Pinacoteca di Tortona (AL) o la Fondazione VAF-Stiftung di Francoforte, in Germania. L'appuntamento è per il 2 marzo 2017.


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