Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

Il viaggio dell'eroe, nei vasi della Magna Grecia, alla Pinacoteca Agnelli

Alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, è iniziata da poco una mostra, Il viaggio dell'eroe - Da Atene alla Magna Grecia, dal racconto all'immagine, che continuerà fino al 3 settmebre 2017 e che riporta indietro negli anni chi ha studi classici e che offre una bella possibilità di scoprire i miti greci a chi non li conosce. Su una serie di bellissimi vasi, anfore e crateri, provenienti dall'Attica e dalla Magna Grecia e appartenenti alla collezione di Banca Intesa Sanpaolo, rivivono i grandi eroi della mitologia greca: Achille ed Ettore, Castore e Polluce, Oreste e Neottolemo, gli eroi di Troia e i grandi protagonisti delle tragedie che ne seguirono. I disegni dei vasi li immortalano nei colori vivaci degli ocra e dei neri, eroi eterni, avendo raggiunto quella gloria cui tanto anelavano.


Ed è inseguendo il mito degli eroi e l'idea del guerriero come eroe che i vasi della Magna Grecia reinterpretano il kalòs kai agathòs (bello e coraggioso) proveniente dall'Attica: "Nobile e guerriero, l'eroe diventa il modello di riferimento dell'aristocrazia delle colonie greche in Italia che, tra il V-IV secolo a.C, si fa rappresentare nelle raffigurazioni dei vasi secondo l'ideale eroico. Un'iconografia che prevede la perfezione della forma ottenuta attraverso l'atletica, l'abilità in battaglia e la vittoria sulla morte, resa possibile dal riconoscimento sociale e dalla memoria" spiega il comunicato stampa "Dalla preparazione atletica alla partenza per la battaglia, fino al ritorno trionfale, il guerriero viene celebrato come un eroe. Così come la morte che suggella lo status eroico del guerriero". Sono concetti noti e cari a chi ha frequentato il ginnasio e il liceo , ma chi ci aveva mai pensato che anche i famosi vasi di ceramica, di cui si studiavano (e riconoscevano) gli stili, potessero essere veicoli di questo immaginario? Si consideravano semplici oggetti decorativi o di trasporto di merci, erano anche strumenti e testimoni di propaganda.

I vasi della Magna Grecia appartengono in gran parte all'area pugliese, in particolare a Ruvo di Puglia, "cittadina della provincia di Bari, fiorente centro apulo che nel V-IV secolo a.C. fu sede di una potente aristocrazia guerriera molto ricettiva nei confronti della cultura greca. Ne adottò costumi e il modus vivendi, reinterpretandoli tuttavia secondo la sua ideologia e le sue tradizioni. Da quanto è possibile documentare attraverso le testimonianze archeologiche, occasione fondamentale per l'affermazione della personalità individuale e soprattutto del gruppo familiare di appartenenza era costituito dalla sepoltura e dai riti che l'accompagnavano. Funzionali a essi erano i vasi di forma imponente e raffinata (crateri e anfore), sulla cui superficie erano raffigurati gli eroi della tradizione greca, selezionati però con uno spirito e secondo necessità propri della grecità d'Occidente e ancor più della realtà regionale peuceta. Accanto al mito, l'altro soggetto privilegiato e che appare prendere sempre più spazio nella produzione ceramica apula nella seconda metà del IV secolo a.C., in risposta a nuove esigenze ideologiche, è l'immagine del defunto; egli era idealmente raffigurato all'interno dell'edificio sepolcrale, concepito come spazio reale e materico, il naiskos, una sorta di tempietto che sostituiva nelle tombe più prestigiose il segnacolo tombale. La celebrazione del defunto non fu quindi solo affidata agli eroi del mito, ma anche alla rappresentazione dello stesso individuo concepito, secondo il modello mitico-eroico, come guerriero in armi vittorioso”.

In occasione di questa mostra, la Pinacoteca Agnelli ha organizzato Pausa d'Arte, una serie di visite guidate e di approfondimento: Il viaggio dell’eroe. Da Atene alla Magna Grecia, dal racconto all'immagine (12 aprile 2017, ore 13), Il viaggio dell'eroe. Da Atene alla Magna Grecia, dal racconto all'immagine: la figura dell'eroe nel mondo antico (13 maggio 2017, ore 13), Il viaggio dell'eroe. Da Atene alla Magna Grecia, dal racconto all'immagine: forme e funzioni delle ceramiche attiche e magnogreche (28 giugno 2017, ore 13), Il viaggio dell'eroe. Da Atene alla Magna Grecia, dal racconto all'immagine (12 luglio 2017, ore 13). Su www.pinacoteca-agnelli.it, tutte le informazioni per le altre iniziative organizzate per la mostra.

Il viaggio dell'eroe è alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, in via Nizza 230, fino al 3 settembre 2017. L'orario di apertura è da martedì a domenica ore 10-19, chiuso lunedì. Il biglietto d'ingresso costa 10 euro, ridotto 8 euro per gruppi e over 65, 4 euro per scuole e 6-16 anni, gratuito per under 6 e possessori delle tessere Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Contemporary Card.


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