Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Parco Dora: al via la stombatura della Dora. Terminerà in autunno

E alla fine è arrivata la comunicazione che i sostenitori del Parco Dora, tra i quali mi iscrivo, stavano aspettando da ormai dieci anni: è iniziata la stombatura della Dora!

Il comunicato stampa del Comune di Torino annuncia che i lavori veri e propri inizieranno nei prossimi giorni, per terminare in autunno: saranno necessari 240 giorni, durante i quali "la stombatura sarà eseguita in tutta cautela con il monitoraggio costante delle polveri sottili (Pm10) attraverso una centralina 'real time' e riservando attenzione all'impatto di ruspe e camion, in termini di rumore, a tutela dei residenti, dei frequentatori del contesto naturalistico e dei lavoratori del vicino Environment Park".


I lavori sono iniziati in realtà circa un mese fa, con le attività di cantierizzazione, e hanno rispettato "il cronoprogramma, includendo la realizzazione delle recinzioni perimetrali e la posa dei prefabbricati di servizio, la creazione di un accesso su corso Mortara, lo spianamento delle aree da utilizzare per il deposito temporaneo dei detriti, la realizzazione di una vasca di lavaggio per gli autocarri in uscita dall'area".

I residenti delle aree circostanti e gli utenti del Parco Dora hanno già idea di cosa significhi la stombatura della Dora, ma il vicesindaco, l'architetto Guido Montanari, responsabile anche delle politiche urbanistiche della Dora, spiega a tutti, nel comunicato stampa: "La rimozione della pavimentazione in cemento consentirà finalmente di completare il recupero complessivo della vasta area industriale dismessa, a beneficio della collettività. Si tratta di un risanamento ambientale di notevole importanza che cittadini e abitanti dei quartieri delle Circoscrizioni 4 e 5 attendevano da tempo. È un'operazione che consentirà, con il fiume portato alla luce e la sistemazione delle sponde, di attrezzare un'altra porzione di Parco Dora, estendendo così la piena fruibilità del polmone verde sorto sul contesto dismesso e degradato delle ferriere novecentesche, dove generazioni della Torino operaia lavorarono in condizioni di notevole durezza".

La Dora che torna alla luce e a Torino, dopo decenni di buio: sarà bello riaverla tra noi e apprezzare le sue acque, all'interno del Parco più originale della città.


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