Un menù autunnale a filiera cortissima e autoprodotta, la svolta di Affini

Un menù autunnale che è risultato di un progetto bello e ambizioso, pensato avendo l'Agenda 2030 dell'ONU come direzione. Il Gruppo Affini svolta verso il controllo della filiera produttiva, sempre più corta, così da rispondere in modo concreto alle esigenze di sostenibilità, più urgenti da dopo il lockdown. Da Green Pea, dove il suo terzo locale (gli altri due sono a San Salvario ea Porta Palazzo) sta per festeggiare un anno di apertura, Davide Pinto spiega come il periodo di chiusura sia stato utilizzato per lo studio e le sperimentazioni: "Il delivery ci ha annoiato subito, sapevamo che non era la nostra soluzione" ha spiegato. Così, durante la pausa delle attività, insieme al suo team, (l'aromatiere e distillatore Alfedo La Cava e il bar manager Michele Marzella in primis ), si è dedicato alla ricerca di nuovi metodi di produzione, con cui sono arrivate anche nuove collaborazioni. Artigiani Gentili , questo il nome del progetto, ha una parte legata alle

Alla Fondazione Merz, le Memorie d'Europa, con gli immigrati

Per questo 25 aprile 2017, Festa della Liberazione, vorrei segnalarvi una piccola mostra scoperta alla Fondazione Merz nei giorni scorsi. È piccola e c'è pochissimo tempo per visitarla, perché chiuderà il 30 aprile, si intitola Corpi attraverso i confini. Memorie dell'Europa di oggi ed è dedicata agli immigrati, a chi lascia la propria terra in cerca di un'altra vita in Europa. Mi sembra che il 25 aprile, festa di speranza, di diritti e di conquiste sia un bel giorno per parlare di speranza, di diritti e di conquiste di chi arriva in Europa in fuga da guerre, povertà, persecuzioni.


La mostra nasce da un progetto di ricerca svolto in Italia e in Olanda e si basa su interviste fatte agli immigrati e sui disegni con cui hanno spiegato i loro viaggi e le loro aspettative. È una sorta di colpo allo stomaco, perché i video presentano volti di persone reali, donne peruviane, giovani algerini, stranieri arrivati in Europa con il loro bagaglio e che raccontano noi, la nostra cultura e le nostre capacità di accoglienza con il loro sguardo. I disegni parlano di aerei presi verso l'incertezza, anche se carichi di speranza, di viaggi attraverso i continenti pieni di paura e verso l'ignoto, di bambini che chiamano casa la nuova terra. Arrivano al cuore perché parlano di sentimenti e non di numeri, sono la prova quantomai necessaria in questi anni così pieni di strumentalizzazione, che qui in Europa arrivano persone, con una storia, con un desiderio, che è quello di sempre, sin dalla nostra apparizione su questo pianeta, vivere in pace e dare un futuro ai propri figli. Passate a visitarla, se non oggi, in uno di questi giorni, perché è un bel modo di celebrare questo aprile che per il nostro Paese fu di Liberazione e per ricordare che chi ha dato la propria vita per liberarci dal nazifascismo aveva in mente un'Italia dei diritti e delle persone. Restiamo umani è sempre un invito valido, il 25 aprile più che mai.


Corpi attraverso i confini. Memorie dell'Europa è alla Fondazione Merz, in via Limone 24, fino al 30 aprile 2017. L'orario d'apertura è da martedì a domenica ore 11-19. Il biglietto costa 6 euro, ridotto 3,5 euro (10-26 anni, over 65, possessori della Pyou Card), gratuito per possessori tessera Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card; comprende anche la mostra dei cinque finalisti del MMPrize. Tutte le info su www.fondazionemerz.org.


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