Photocall, la mostra più glamour al Museo Nazionale del Cinema

La mostra più glamour della stagione è al Museo Nazionale del Cinema, si intitola Photocall. Attrici e attori del cinema italiano e rende omaggio non solo ai divi del nostro cinema, ma anche ai loro fotografi, senza i quali, bisogna dirlo, non esisterebbero divismo né popolarità. Fotografie scattate sui set cinematografici, rubate dai paparazzi, fatte sui tappeti rossi dei Festival di tutto il mondo, a incarnare il sogno che il cinema è sempre stato, sin dalla sua nascita. E ci si sente un po' protagonisti all'inizio di questa mostra, quando, sotto la cupola della Mole Antonelliana, c'è un piccolo red carpet pensato per i visitatori, con la gigantografia di alcuni fotografi torinesi che accolgono i visitatori tra flash: ci si muove, ci si gira e ci si sente una star! Poi inizia il percorso espositivo, lungo la sala elicoidale che percorre la cupola. In quattro sezioni, Attrici e attori contemporanei , Dive Pop e Italian Men , Icone della rinascita e Ritratto d'

I cinque finalisti del MMPrize, alla Fondazione Merz

C'è tempo fino al 21 maggio 2017 per votare il vincitore della seconda edizione della sezione arte del Mario Merz Prize. I cinque finalisti sono Francesco Arena, Petrit Halilaj, Gili Lavy, Shahryar Nashat, Suha Traboulsi. Le loro opere sono esposte alla Fondazione Merz (via Limone 24) e danno un'idea della loro poetica. La grande installazione dell'israeliana Gili Lavy domina gli spazi del salone principale, con il suo doppio video in cui si succedono eventi, volti, preghiere; i banchi di scuola del kosovaro Petrit Halilaj conquistano lo sguardo nel secondo salone, rimandando alle scuole dell'infanzia, alla guerra, alla memoria; tra di loro, il 'magnete' di Suha Traboulsi, un grande muro caratterizzato da una carta da parati e da quadri dello scrittore libanese Gibran Khalil Girban, una riproduzione dell'opera originale, conservata dall'artista nel suo studio di Birzeit, in Palestina.


Nelle due sale adiacenti, il lavoro di Francesco Arena, una lastra che definisce lo spazio e l'architettura che la circondano, e un video di Shahryar Nashat, che usa colori e sensualità nel suo messaggio. Una mostra curiosa, che non lascia indifferenti, come tutte le mostre della Fondazione Merz. Bello anche l'allestimento, scarno ed essenziale, che esalta non solo i lavori degli artisti, ma anche i magnifici spazi della Fondazione, costruita nell'ex centrale termica della Lancia (forse sarebbero necessarie schede esplicative, che attribuiscano le varie opere agli artisti e ne spieghino il contesto; io ho visto solo la scheda di Suha Traboulsi e mi sarebbe piaciuto saperne di più della video installazione di Gili Lavy, di grande impatto, o dell'opera di Francesco Arena, così perentoria, nella definizione dello spazio).


Il pubblico può votare la propria opera d'arte preferita attraverso le schede disponibili in Fondazione; al voto popolare si aggiungerà quello della giuria, composta da Manuel Borja-Villel (Direttore Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid), Lawrence Weiner (artista), Massimiliano Gioni (Direttore Artistico New Museum, New York – Direttore artistico Fondazione Trussardi, Milano) e Beatrice Merz. Premio per il vincitore, una personale ad hoc alla Fondazione Merz e al Zentrum Paul Klee di Berna (Svizzera).


MMPrize è aperta al pubblico alla Fondazione Merz, in via Limone 24, fino al 21 maggio 2017. L'orario d'apertura è da martedì a domenica ore 11-19. Il biglietto costa 6 euro, ridotto 3,5 euro (10-26 anni, over 65, possessori della Pyou Card), gratuito per possessori tessera Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card. Tutte le info su www.fondazionemerz.org.


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