Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Al Circolo dei Lettori si parla di città lente e qualità della vita

Quanto conta il lento, nella qualità della vita? Si parla sempre più di slow food (cibo lento, nel senso di goduto a tavola il tempo necessario), slow tourism (nel senso di viaggio goduto senza fretta), slow life (nel senso di vita vissuta senza troppa frenesia). Non sarà che anche le nostre città debbano diventare più lente? Se lo chiedono al Circolo dei Lettori (via Bogino 9), lunedì 15 maggio alle ore 18, i protagonisti dell'incontro Slow life slow city: l'assessore alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte Antonella Parigi, accompagnata dai sindaci di Bra (CN) Bruna Sibille e Chiaverano (TO) Maurizio Fiorentini, dal segretario generale di Cittaslow International Pier Giorgio Oliveti, da Francesco Guida, che fu uno dei sindaci fondatori del movimento, e dall'antropologo Adriano Favole; modera la discussione il giornalista Francesco Marino.


L'incontro è l'occasione per conoscere Cittaslow, una rete di Comuni di diverse dimensioni, impegnati a migliorare la qualità della vita degli abitanti e dei visitatori, trasferendo al governo delle città la filosofia e le buone pratiche maturate nelle esperienze di Slow Food. Quest'idea iniziale è già un programma, essendo l'enogastronomia sostenibile e rispettosa delle caratteristiche autoctone dei prodotti, il filo da cui ripartire. Cittaslow è un titolo che viene concesso ai Comuni con meno di 50mila abitanti, che non siano capoluogo di provincia e che rispettino le caratteristiche dello Statuto e, attenzione, non è un titolo assegnato per sempre: va rinnovato ogni 3 anni, solo se vengono mantenute le caratteristiche richieste. Attualmente ci sono in Piemonte tre città slow, oltre Bra e Chiaverano, c'è Casalbetrame, in provincia di Novara. Il sito web del movimento, se volete saperne di più, è www.cittaslow.it.


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