Un menù autunnale a filiera cortissima e autoprodotta, la svolta di Affini

Un menù autunnale che è risultato di un progetto bello e ambizioso, pensato avendo l'Agenda 2030 dell'ONU come direzione. Il Gruppo Affini svolta verso il controllo della filiera produttiva, sempre più corta, così da rispondere in modo concreto alle esigenze di sostenibilità, più urgenti da dopo il lockdown. Da Green Pea, dove il suo terzo locale (gli altri due sono a San Salvario ea Porta Palazzo) sta per festeggiare un anno di apertura, Davide Pinto spiega come il periodo di chiusura sia stato utilizzato per lo studio e le sperimentazioni: "Il delivery ci ha annoiato subito, sapevamo che non era la nostra soluzione" ha spiegato. Così, durante la pausa delle attività, insieme al suo team, (l'aromatiere e distillatore Alfedo La Cava e il bar manager Michele Marzella in primis ), si è dedicato alla ricerca di nuovi metodi di produzione, con cui sono arrivate anche nuove collaborazioni. Artigiani Gentili , questo il nome del progetto, ha una parte legata alle

Case che guardano case, spettacolo sulle storie di Porta Palazzo

Il 10 giugno 2017, tra i cortili e le vie di Porta Palazzo, ci sarà Case che guardano case, una performance organizzata dalla Compagnia di Palazzo, con il progetto YEPP Porta Palazzo, che coinvolge i giovani del quartiere e permette di conoscere meglio la sua realtà. È un progetto teatrale davvero interessante, che racconta il volto multiculturale della nostra città. "Lo spettacolo dà forma a testimonianze che sono state raccolte attraverso la tecnica delle interviste teatrali ed elaborate con il metodo del Teatro Sociale e di Comunità" spiega il comunicato stampa "Oltre 40 ragazzi, di cui solo 6 nati e cresciuti a Torino, hanno raccontato quali parti del quartiere rappresentano per loro il concetto di 'casa', cosa significa trovare spazi intimi in una città estranea e quali sono gli ingredienti che li fanno sentire accolti. Porta Palazzo, nei loro racconti, è diventato un luogo di appartenenza dinamico in cui sono presenti situazioni, eventi e storie variopinte che convivono tra loro".


Nella fase di preparazione, Case che guardano case ha permesso di scoprire il volto nascosto e vivo del quartiere: i legami di prossimità che si stabiliscono tra anziani soli, tra immigrati con le famiglie lontane, tra ci ha semplicemente il balcone confinante e una storia da condividere. "Obiettivo è quello di mettere in scena uno spettacolo capace di parlare ad un mondo composto da mille sfaccettature come il quartiere di Porta Palazzo in cui stimolare lo sviluppo di nuove comunità creando nuove forme di scambio umano e sociale".

Uno spettacolo che parla di Torino e delle sue storie sconosciute, raccontate con gli occhi di giovani che non sono nati a Torino, ma che a Torino hanno trovato casa e futuro possibile. La performance coinvolgerà cortili, balconi e piazzette del quartiere, con partenza dalla Galleria Umberto I, alle ore 10.30. Da mettere in agenda, tra gli eventi imperdibili di un sabato densissimo.


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