La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Quando in piazza XVIII dicembre non c'erano le fermate dei tram

Se c'è una piazza sempre in fieri a Torino, è piazza XVIII dicembre (se non sapete perché si chiama così, cliccate il link). Sarà la posizione di snodo di percorsi, al confine tra il centro storico e Cit Turin, tra il traffico ferroviario e quello cittadino e, nel XXI secolo, tra il traffico di superficie e quello sotterraneo della metropolitana e della nuova stazione di Porta Susa.


L'immagine, da Street View di Google Earth

La sua immagine è sempre stata collegata alla presenza della ferrovia: l'antico edificio della Stazione, in funzione fino a pochi anni fa, chiude la prospettiva di via Cernaia, quasi a enfatizzare la sua importanza (via Cernaia, del resto, era una sorta di ingresso alla città, per chi arrivava a Torino da Milano). L'omogeneità architettonica, cara alle piazze ottocentesche di Torino, si è tenuta fino agli anni 60, quando all'angolo con via Cernaia, venne costruito il grattacielo della RAI, ancora oggi uno degli edifici più alti della città, tutto in vetro e acciaio, a sottolinearne lo slancio verticale.


Le foto e cartoline d'epoca reperibili nel web, in particolare sul thread Torino Sparita di skyscraperscity.com, mostrano una piazza XVIII dicembre profondamente diversa da quella a cui siamo abituati. L'assenza delle fermate degli autobus e dei tram, al centro, e della grande aiuola rotonda che ne distribuisce i percorsi, adesso arricchita dalla grande scultura Punt e Mes donata dal Gruppo Armando Testa, dà l'idea di uno spazio molto più ampio e di una continuità che è andata perduta. E d'altra parte, il cavalcavia, che superava la ferrovia e metteva in collegamento il centro con Cit Turin, spezzava la continuità visuale, interrompendo un po' brutalmente la piazza.


Il ponte sulla ferrovia non c'è più da alcuni anni, l'antico edificio della stazione è stato sostituito dalla moderna struttura in vetro di Porta Susa, una delle stazioni moderne più belle e avveniristiche d'Italia (e anche d'Europa!), il grattacielo della RAI è ormai abbandonato, lo skyline si è arricchito di alti edifici su corso Inghilterra, a iniziare dal grattacielo di Intesa Sanpaolo. Tante cose sono cambiate su piazza XVIII dicembre, chissà se in meglio, chissà se in peggio. Certo, come sempre fa un po' impressione vedere la Torino com'era, pensare a come siamo stati, a cosa abbiamo perduto e cosa abbiamo guadagnato. Poi rimane l'idea che chissà se questa sarà la versione definitiva di questa piazza così frequentata e così animata.


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