Lungo il Sentiero dei Frescanti, gli affreschi e i tesori d'arte più antichi del Roero

Un'estate che non invita i più prudenti ai viaggi all'estero quanto alla (ri)scoperta del proprio territorio. E tra le cose da scoprire alle porte di Torino, c'è il Sentiero dei Frescanti, che si sviluppa nel Roero e che per tutta l'estate apre le porte di piccole chiese, cappelle e santuari che punteggiano le colline tra Alba e Asti, a circa un'ora di macchina dal capoluogo piemontese. È un circuito davvero affascinante, che apre le porte alla storia millenaria e alle culture di un'area famosa per la bellezza del suo paesaggio e la ricchezza della sua enogastronomia. Affreschi nella Cappella di San Servasio a Castellinaldo d'Alba (sin) il Santuario della Madonna di Tavoletto, a Sommariva Perno (des) Mi piace come il comunicato stampa descrive questa ricchezza storica e culturale, un vero affresco di genti: il Sentiero dei Frescanti "si snoda infatti attraverso castelli, chiese cittadine, cappelle campestri, un tempo asilo e protezione per i pellegri

Da Ovino, con gli arrosticini e i sapori d'Abruzzo, al Parco Dora

Frequentando spesso l'area di Spina 3, ho praticamente visto nascere Ovino, l'osteria moderna, che, in corso Mortara 46/A, guarda verso il Parco Dora. Qualche mese fa, sui vetri del locale in ristrutturazione c'era la scritta Frèghet'!, che in abruzzese significa Accidenti! e che lasciava intuire almeno le origini dell'attività in fieri. Poi, c'è stata l'apertura, verso la fine di giugno, e la promessa, prima o poi, di assaggiare gli arrosticini e le specialità abruzzesi promesse dal locale. L'occasione è arrivata finalmente qualche giorno fa.


Nel menù del pranzo i protagonisti sono gli arrosticini di pollo e di pecora, le pizze, che vengono realizzate con farine bio e lunga lievitazione, e insalate varie, tra cui spiccano quelle che hanno gli immancabili arrosticini. Volendo assaggiare le specialità della casa, ho scelto gli arrosticini di pollo (sette a piatto) e non sono rimasta delusa. Sono cotti alla brace, hanno un sapore intenso e sono accompagnati da un abbondante contorno di patate fritte, insalata e pomodorini. Tra i dolci della casa, una deliziosa panna cotta con frutti di bosco. I prezzi sono molto buoni: i 7 arrosticini e il loro contorno costano 7,5 euro (ma attenzione! Io sono andata a pranzo, i prezzi e i piatti della cena sono leggermente diversi).


Alla fine del pranzo, due chiacchiere con il personale, che è veloce, attento e cortese. Si scopre così che in questi due mesi di apertura Ovino ha avuto un successo inaspettato e accolto con entusiasmo (presto aumenteranno i forni in cui cuocere le pizze, anche da asporto); ci sono anche progetti per completare l'arredamento di design e l'immagine grafica del locale, le idee non mancano, neanche rispetto ai social (ho chiesto se potevo fare una foto all'interno per Instagram e mi hanno detto subito di sì, dandomi immediatamente l'hashtag e il nome dell'account per taggarlo).

Tra i dettagli che mi sono piaciuti, la busta del pane casereccio, tagliato a fette, su tutti i tavoli; Settembre di Gabriele D'Annunzio stampata sulle tovagliette di carta, che ha fatto subito Abruzzo, autunno e dolci reminiscenze scolastiche; la cucina a vista, dove gli chef si alternano ai fornelli come in una danza. Ritornerò!

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