Clara Caroli: La casa dei cuori sospesi, leggerezza e ironia per storie della Torino contemporanea

Ho letto La casa dei cuori sospesi di Clara Caroli (La Corte Editore) poche settimane fa, al mare, e me ne sono innamorata. Si svolge a Torino ed è la principale ragione per cui mi ha incuriosito, poi mi ha intrigato la trama, che racconta una storia corale, ricca di incastri e di sorprese, con al centro Romina e Stella, amiche che gestiscono insieme la libreria Non è una pizza (e la nascita di questa libreria ha lati esilaranti, oltre a essere una dichiarazione d'amore ai libri) e sono coinquiline in una casa sulla collina di Moncalieri, che fa venire voglia di viverci per qualche tempo. Tutt'intorno a loro, storie, personaggi, anche animali, che mano a mano si incastrano come in un puzzle divertente e leggero, che si legge d'un fiato sotto l'ombrellone e mantiene alta la curiosità fino alla fine, con momenti di comicità, di riflessione e di sorpresa. Essendomi innamorata della storia, della città che racconta e dello stile, è stato inevitabile contattare Clara Carol

L'autunno al Parco Dora, nel 2017 della siccità

Da qualche anno, non è davvero autunno se non passo per il Parco Dora. Sì, lo so, Torino regala tanti parchi in cui ammirare la stagione dorata: il Parco del Valentino, con la riva della collina che si riflette sul Po; la stessa collina con le sue strade che portano a Superga o al Faro della Maddalena; il Parco della Pellerina, con la sua varietà di paesaggi; il Parco del Sangone, che si muove lungo il torrente, tra Torino e Nichelino. Per non parlare del Parco della Reggia di Venaria o di quello della Palazzina di Stupinigi. Sono tanti i posti in cui vedere il foliage a Torino, ma ho una predilezione per questo parco in cui i filari di alberi si fondono con quelli dei pilastri delle antiche fabbriche dell'acciaio.


Tra via Orvieto e via Borgaro, Parco Dora ha un lunghissimo viale che costeggia il fiume e che in questa stagione offre tutte le sfumature del giallo e del marrone, con un tappeto di foglie colorate per tutta la sua lunghezza. Uno dei posti più belli da fotografare e sono tanti i passanti che si fermano per scattare una foto, in una Torino che è città, è a pochi minuti dal centro cittadino, ma sembra un altro mondo, con i rumori che arrivano attutiti, gli alberi, i prati e, in lontananza, i segni della grande fabbrica che fu della Fiat e che oggi è appannaggio degli sport e degli skater.


Se si attraversa la Dora, si arriva nell'area Michelin, dove il foliage è meno evidente e dove, però, è molto chiaro il dramma che stiamo vivendo in queste settimane in Piemonte e in Italia: la siccità. La Dora è in secca, come non si vedeva da anni; io, per lo meno, non ricordo di averla vista ridotta a poco più di un rivolo, con i cani che giocano tra le pietre del suo letto. Si guarda con più attenzione la collina dell'area Michelin e non solo l'erba è gialla come capita solo a luglio, ma è anche dura e arsa, chiede acqua con tutte le sue forze. E che gli dei ci aiutino e abbiano pietà di noi: che mandino la benedetta pioggia per i campi, gli allevamenti e i prati. E anche per noi, che passeggiamo in città e sappiamo quanto l'acqua sia necessaria per la nostra sopravvivenza.


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