Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Le foto del Palazzo del Lavoro abbandonato, in attesa di futuro

Si sente parlare spesso del Palazzo del Lavoro nel dibattito politico cittadino: è il saluto d'ingresso a Torino per chi arriva da sud, è una delle eredità mai utilizzate adeguatamente di Italia 61, è sempre attuale la questione "cosa fare del Palazzo del Lavoro". Ponendo così la questione dimentichiamo, e facciamo dimenticare ai più giovani, quanto sia bello questo Palazzo, anzi, diciamo che è uno degli edifici più belli del Novecento torinese e trovargli una destinazione adeguata alla valorizzazione della sua bellezza architettonica, anche fosse commerciale, ma capace di risaltare la grandiosità della sua sala e l'eleganza delle travi che partono dai pilastri per reggere la copertura, è un dovere che abbiamo verso la storia di Torino.


lastampa.it ha pubblicato recentemente una galleria fotografica, da cui ho preso queste due immagini che illustrano il post, per denunciare lo stato di abbandono del capolavoro di Pier Luigi Nervi, mentre l'ultimo progetto di cui si è parlato per garantirgli il futuro, mescola un centro commerciale con un Museo della Scienza e della Tecnologia e offre una composizione architettonica che rispetta i volumi e risalta la singolarità del suo soffitto. Il piano di ristrutturazione, ha annunciato ieri il sindaco Chiara Appendino, durante un dialogo in streaming con il direttore de La Stampa Maurizio Molinari, dovrebbe partire nel 2018 e prevede due anni di lavori. Speriamo diventi presto realtà e che il Palazzo del Lavoro venga finalmente restituito ai torinesi e agli amanti dell'architettura, dopo decenni di attesa.


Commenti

  1. Trovo incivile aver lasciato che il Palazzo del Lavoro arrivasse ad un tale livello di degrado. Trovo altrettanto sconcertante che una simile realtà sia di proprietà privata. Abbiamo una Soprintendenza che cavilla per due bancarelle in piazza Castello e poi non fa nulla per tutelare un patrimonio architettonico di rilevanza internazionale.
    Ne approfitto anche per richiamare l'atetnzione sullo sfregio fatto al Palavela in occasione delle Olimpiadi Invernali. Hanno di fatto distrutto un bellissimo palazzo sostituendolo con un ammasso di informe inguardabile, con tutto il rispetto per Gae Aulenti. Speriamo che dalle parole si passi finalmente ai fatti: meglio un centro commerciale che la perdita di una pietra miliare dell'architettura del 900.

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