Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Quando c'era la galleria del trenino, in corso Francia

Magari molti di voi, soprattutto i lettori più adulti, ricorderanno il trenino che dall'inizio di corso Francia, all'angolo con piazza Statuto, portava fino a Rivoli, in una corsia preferenziale appositamente costruita. È un ricordo tramandato dai nonni, insieme a quello dei tanti tram e tanti trenini che dalla città portavano verso le cittadine della cintura (Venaria, Giaveno, Pianezza). Quello che chissà se ricordano tutti è che all'inizio del suo percorso, in corso Francia, il trenino passava in galleria, per poi emergere all'altezza di via Principi d'Acaja e raggiungere il piano della strada, sempre in una corsia preferenziale, definita da siepi e protezioni, all'altezza di via Palmieri.


"Purtroppo, quando negli anni '10 del Novecento il consorzio CTREA pose mano alla ricostruzione della linea elettrificata a scartamento normale, commise un errore madornale: forse per la difficoltà economica di adattare il tunnel e la trincea iniziali alle dimensioni del maggior scartamento, spianò tutto e portò la linea interamente a livello stradale fin dall'inizio" scrive l'utente Censin su skyscrapercity. Con il tempo e con l'espansione della città, gli incidenti con pedoni e auto divennero sempre più frequenti e più gravi, costringendo poi alla soppressione della linea, negli anni '50; ma, nota ancora Censin, in questo modo non venne a mancare solo il trasporto dei passeggeri, ma anche quello delle merci. Ad aver fatto allora, gli investimenti per un tunnel, chi lo sa, Torino avrebbe avuto parte della metropolitana già costruita e avrebbe potuto utilizzarla anche per il trasporto delle merci!

Nella seconda cartolina d'epoca, quella a destra, si riconosce Casa Fenoglio-Lafleur, in un corso Francia della prima metà del Novecento, senza gli alti alberi del viale che adesso tendono a nasconderla, con la facciata e il suo bow-window valorizzati dall'assenza di 'disturbi visivi', come cambiano i volumi e il fascino degli oggetti architettonici a seconda del loro contorno!

PS Le cose che si imparano su Torino Sparita di skyscrapercity.com!


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