Incontri da non perdere, al Festival del Classico

Libertà e Schiavitù è il tema del Festival del Classico, a Torino dal 2 al 5 dicembre 2021, al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, e in diverse altre sedi sparse per la città. Alla sua quarta edizione, la manifestazione, che usa il pensiero degli antichi per analizzare i fenomeni del presente, offrirà oltre 40 incontri "tra lezioni magistrali, letture, dialoghi, dispute dialettiche e seminari, per riflettere su antiche e nuove disuguaglianze, per mettere a confronto le libertà degli antichi e dei moderni, per dare voce ai classici" anticipa il comunicato stampa. Consideriamo la schiavitù una realtà del mondo antico, quando gli sconfitti diventavano schiavi dei vincitori, quando i padroni avevano potere di vita e di morte sui propri schiavi, avendo il potere di venderli al miglior offerente o di regalare loro la libertà. "La schiavitù nel mondo occidentale è sempre esistita? È ancora presente, al giorno d'oggi, sotto nuove forme? Qual è il risultato della globalizz

Tre preziosi arazzi fiamminghi alla Reggia di Venaria Reale

La Reggia di Venaria Reale ha aggiunto al suo percorso espositivo tre magnifici arazzi fiamminghi, che si aggiungono a quelli già presenti nelle sale adiacenti alla Sala di Diana. Le tre opere, realizzate dalla Manifattura Frans Raes di Bruxelles intorno alla metà del XVII secolo, appartengono alla Fondazione Martini&Rossi, che li ha ceduti in comodato al Consorzio delle Residenze Reali Sabaude. Collocati nella Sala delle Cacce Acquatiche, davanti ai giardini della Reggia, ricordano il sontuoso arredamento delle antiche Residenze Reali, non solo sabaude.


Sono tutti arazzi a tema venatorio, dunque hanno trovato nella Venaria Reale (che dalla caccia prende anche il nome) la propria dimora ideale. Le scene ritraggono una caccia al lupo, una caccia al cervo e una caccia al leopardo, tutti con un realismo sorprendente e un certo gusto per l'esotico (in uno degli arazzi i cacciatori hanno abbigliamento che ricorda la corte turca, più che quelle occidentali).


Prima di essere esposti alla Reggia di Venaria Reale, i tre arazzi sono stati restaurati dal laboratorio Tessili Antichi di Viterbo. Le principali criticità erano legate alla presenza della polvere, alla tenuta della trama della tessitura e, a livello più estetico, dai colori sbiaditi, che poco assomigliavano agli originali. Oltre a riparare i danni del tempo, il restauro ha provvisto gli arazzi di supporti posteriori, affinché non soffrano le tensioni dovute alla sospensione.


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