Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Tre preziosi arazzi fiamminghi alla Reggia di Venaria Reale

La Reggia di Venaria Reale ha aggiunto al suo percorso espositivo tre magnifici arazzi fiamminghi, che si aggiungono a quelli già presenti nelle sale adiacenti alla Sala di Diana. Le tre opere, realizzate dalla Manifattura Frans Raes di Bruxelles intorno alla metà del XVII secolo, appartengono alla Fondazione Martini&Rossi, che li ha ceduti in comodato al Consorzio delle Residenze Reali Sabaude. Collocati nella Sala delle Cacce Acquatiche, davanti ai giardini della Reggia, ricordano il sontuoso arredamento delle antiche Residenze Reali, non solo sabaude.


Sono tutti arazzi a tema venatorio, dunque hanno trovato nella Venaria Reale (che dalla caccia prende anche il nome) la propria dimora ideale. Le scene ritraggono una caccia al lupo, una caccia al cervo e una caccia al leopardo, tutti con un realismo sorprendente e un certo gusto per l'esotico (in uno degli arazzi i cacciatori hanno abbigliamento che ricorda la corte turca, più che quelle occidentali).


Prima di essere esposti alla Reggia di Venaria Reale, i tre arazzi sono stati restaurati dal laboratorio Tessili Antichi di Viterbo. Le principali criticità erano legate alla presenza della polvere, alla tenuta della trama della tessitura e, a livello più estetico, dai colori sbiaditi, che poco assomigliavano agli originali. Oltre a riparare i danni del tempo, il restauro ha provvisto gli arazzi di supporti posteriori, affinché non soffrano le tensioni dovute alla sospensione.


Commenti