Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

Tre preziosi arazzi fiamminghi alla Reggia di Venaria Reale

La Reggia di Venaria Reale ha aggiunto al suo percorso espositivo tre magnifici arazzi fiamminghi, che si aggiungono a quelli già presenti nelle sale adiacenti alla Sala di Diana. Le tre opere, realizzate dalla Manifattura Frans Raes di Bruxelles intorno alla metà del XVII secolo, appartengono alla Fondazione Martini&Rossi, che li ha ceduti in comodato al Consorzio delle Residenze Reali Sabaude. Collocati nella Sala delle Cacce Acquatiche, davanti ai giardini della Reggia, ricordano il sontuoso arredamento delle antiche Residenze Reali, non solo sabaude.


Sono tutti arazzi a tema venatorio, dunque hanno trovato nella Venaria Reale (che dalla caccia prende anche il nome) la propria dimora ideale. Le scene ritraggono una caccia al lupo, una caccia al cervo e una caccia al leopardo, tutti con un realismo sorprendente e un certo gusto per l'esotico (in uno degli arazzi i cacciatori hanno abbigliamento che ricorda la corte turca, più che quelle occidentali).


Prima di essere esposti alla Reggia di Venaria Reale, i tre arazzi sono stati restaurati dal laboratorio Tessili Antichi di Viterbo. Le principali criticità erano legate alla presenza della polvere, alla tenuta della trama della tessitura e, a livello più estetico, dai colori sbiaditi, che poco assomigliavano agli originali. Oltre a riparare i danni del tempo, il restauro ha provvisto gli arazzi di supporti posteriori, affinché non soffrano le tensioni dovute alla sospensione.


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