Il Giardino dell'Antico Egitto, che sarà una serra dal 2024, al Museo Egizio

Un nuovo spazio verde nel cuore di Torino da non perdere di vista, stavolta in uno dei suoi cortili più frequentati, quello del Museo Egizio. Il Cortile Aperto: Flora dell'antico Egitto è un giardino aperto gratuitamente nello spazio che porta verso la biglietteria, ed è il primo passo della trasformazione dell'intera corte, in vista delle celebrazioni per il bicentenario del Museo, nel 2024. Il cortile interno "del seicentesco palazzo del Collegio dei Nobili, che verrà coperta da una cupola in acciaio e vetro, al di sotto della quale ci sarà un giardino egizio permanente, di cui ora viene inaugurata una prima parte" anticipa il comunicato stampa. Tra le piante selezionate, "il loto azzurro, con i suoi fiori che si schiudono all'alba per poi richiudersi al tramonto, simbolo di rinascita e rigenerazione e non può mancare il papiro, che originariamente cresceva in fitte paludi lungo il Nilo o lungo il suo delta ed era la pianta araldica del Basso Egitto&qu

Maurizia Cabbia: con Shamur, il valore aggiunto del made in Italy nella maglia

A novembre, c'è stata a Torino la prima edizione di Talent House, uno spazio gentile e accogliente organizzato da Stefania Manfrè e Rossella De Palo, per presentare i marchi emergenti torinesi; da appassionata knitter non potevo rimanere indifferenze alle proposte di Shamur, il brand di Maurizia Cabbia, che esalta la maglieria e l'artigianato, grazie a disegni originali e filati dai colori naturali e rigorosamente made in Italy (spesso in Biella). Mi piace il nome del marchio, che evoca suggestioni esotiche, mi piace il lavoro di Maurizia, proporle un'intervista è stata la naturale conseguenza.

Shamur Maurizia Cabbia Shamur Primavera 2018
Maurizia Cabbia (sin) - Shamur per la primavera 2018 (des)

- Sei laureata in Architettura: il passaggio alla moda come è avvenuto?
Sono sempre stata appassionata di moda, da bambina creavo i vestitini delle bambole, una certa creatività, insomma, l'ho sempre avuta. Credo che poi Architettura mi abbia dato un metodo: mi ha insegnato a sviluppare il progetto, dall'idea allo svolgimento e alla sua fattibilità. Nella moda è la stessa cosa, tu hai un'idea e poi la devi strutturare, verificare quanto sia fattibile, renderla concreta e metterla a confronto con i canoni e le esigenze del mercato.

- Il lavoro vero e proprio nella moda quando è iniziato?
Dopo la laurea. Ho cominciato a viaggiare, sono stata in India e mi sono entusiasmata per i suoi colori e le sue stoffe; sono stata tante volte e ho iniziato a fare piccole cose per me o da vendere alle amiche, in un ambito molto piccolo. In questo modo, ho iniziato a fare le mie esperienze: la conoscenza delle stoffe, gli abbinamenti dei tessuti e dei colori, ma anche il sistema di produzione; ho iniziato a proporre progetti alle aziende italiane presenti in India, sono stata responsabile di prodotti dei campionari, mi sono creata una base di esperienze e di conoscenza del mercato che mi sono poi servite quando ho creato Shamur.

- Shamur, che ha un suono che evoca l'Oriente!
Vero? Mi piace molto anche per questo, ma in realtà è l'unione del nome del cane che avevo e che purtroppo non c'è più Sasha (Maurizia è una grande appassionata di cani, al nostro appuntamento è arrivata con la sua lupa, Atena, che è rimasta disciplinatamente al suo lato per tutto l'incontro) e il mio, Maurizia. È venuto fuori Shamur, che ha queste suggestioni orientali che anche tu hai notato. A chiudere il cerchio ho scoperto anche che in ebraico significa conservato. È un nome che mi identifica molto.

Shamur Primavera 2018 Shamur Primavera 2018
Dalla collezione Primavera 2018 di Shamur

- Perché i filati e la maglia?
Dopo aver viaggiato per tanti anni in India e aver lavorato tra India e Italia, ho deciso poi di fermarmi in Italia e ho iniziato a lavorare per una cooperativa sociale, che tra i suoi interessi aveva anche la moda; ho iniziato a lavorare come stilista con loro e a un certo punto mi hanno chiesto di realizzare qualche capo in maglia. Da lì, ho iniziato a cercare artigiani, maglieriste, fornitori, mi sono appassionata alla ricerca e al lavoro della maglia, che trasforma un filato in un capo d'abbigliamento. Mi piace molto valorizzare i nostri prodotti, non solo i filati, che compro a Biella, ma anche l'artigianato e i lavori che si stanno perdendo. Il valore aggiunto di Shamur è che è tutto fatto in Italia: collaboro con laboratori a Torino, nel Milanese e in Puglia, dove fanno anche le maglie fatte con i ferri, i ricami, tutto fatto a mano. Penso che il valore aggiunto, in un mercato così concorrenziale come quello della moda, oggi siano la qualità e la creatività.

- A proposito di creatività, cosa ti ispira?
La notte. Viaggio, passeggio, penso, ma è di notte che le idee prendono forma. Mi immagino i modelli, butto giù il disegno e poi le maglieriste provano a realizzarlo e a dare forma al modello che ho immaginato.

- Quando disegni a chi pensi? C'è una donna che hai in mente?
Sì, penso a un tipo di donna che sono io, di fatto uso spesso i capi che disegno per Shamur. Propongo uno stile chic-casual che mi rispecchia. Le mie creazioni vestono le donne di tutte le età, dai 40 in su, non faccio maglie per le ragazzine, che magari si rivolgono a Zara e compagnia. Disegno maglie importanti, oltre all'aspetto estetico valorizzo anche la qualità, che dev'essere capita e apprezzata, anche il prezzo è diverso e per questo mi rivolgo a una donna adulta, che sa scegliere e distinguere la qualità.

Shamur Primavera 2018 Shamur Primavera 2018
Dalla collezione Primavera 2018 di Shamur

- Come vestono le torinesi?
Le torinesi vestono bene, hanno stile, ma non osano. Arriva l'autunno e passiamo al nero, blu e grigio, mentre un tocco di colore è bello, dà luce, mette allegria.

- Dove ti piacerebbe vedere Shamur tra 10 anni?
La verità? Mi piacerebbe avere finalmente quella struttura di laboratori, web e tutto il necessario, che mi permetta di occuparmi solo della parte creativa. Per ora sono una piccola realtà artigianale, in cui gestisco tutto da sola, è difficile, è faticoso, mi piacerebbe avere una struttura più grande e spero di riuscire a costruirla, piano piano.

Shamur ha un sito web www.shamur.it, dove trovate l'elenco dei negozi torinesi e italiani in cui sono in vendita i capi del marchio, ed è anche su Facebook e su Instagram.


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