La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Il Castello di Rivoli celebra la Collezione Cerruti con un convegno e De Chirico

Unico Museo d'Arte Contemporanea che gestirà una collezione che guarda a tutte le epoche, il Castello di Rivoli si prepara ad aprire al pubblico la Collezione Cerruti, conservata nella villa dell'imprenditore Francesco Federico Cerruti, scomparso nel 2015. Mentre l'edificio viene ristrutturato per essere aperto al pubblico nel 2019, il Castello offre un bell'antipasto: un convegno sulle case trasformate in Musei e una mostra dedicata ai quadri di De Chirico appartenenti alla collezione Cerruti, mai esposti prima in pubblico. La data è il 6 marzo 2018.

Dalla casa al museo. Dal museo alla casa. Le grandi collezioni è il titolo del convegno, che si terrà nella Sala Conferenze, dalle ore 10 alle 17; parteciperanno alcuni dei maggiori esperti delle case trasformate in musei, per "una riflessione sull'importanza del rapporto di reciprocità tra musei e collezioni private, sollecitata dalla straordinaria acquisizione della Collezione Cerruti da parte del Castello di Rivoli". Tra i partecipanti ci sono alcune delle più prestigiose Case-Museo: The J. Paul Getty Trust di Los Angeles, Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, The Phillips Collection di Washington, Judd Foundation di New York, Sir John Soane's Museum di Londra, Musée Jacquemart-André di Parigi, Sigmund Freud Museum di Vienna, Villa Borghese a Roma, Museo Poldi Pezzoli di Milano, Villa e Collezione Panza di Varese, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino.

A loro si aggiungerà dal 2019 la Casa di Francesco Federico Cerruti e conserva circa trecento opere scultoree e pittoriche di tutte le epoche, quasi duecento libri rari e antichi e oltre trecento mobili e arredi tra i quali spiccano tappeti e scrittoi di celebri ebanisti; tra gli artisti presenti nella collezione, ci sono Bernardo Daddi, Pontormo, Ribera e Zubarán, Renoir, Modigliani, Kandinsky, Giacometti, Picasso, Klee, Severini, Boccioni, Balla e Magritte, fino a Bacon, Burri, Fontana, Warhol, De Dominicis e Paolini.

L'ingresso al convegno è libero con biglietto del Museo, fino ad esaurimento posti. In occasione del convegno ci sarà una navetta speciale con partenza da piazza Carlina alle ore 9.15, passaggio in piazza XVIII dicembre alle ore 9.25 (direzione corso San Martino, alla fermata dei bus 46, 49, 71, accanto alla metropolitana) e ritorno a Torino alle ore 18, con partenza dal Castello di Rivoli.

Lo stesso giorno, il 6 marzo, aprirà al pubblico la mostra Giorgio de Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti, curata da Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria. Per la prima volta il pubblico potrà ammirare i capolavori di Giorgio De Chirico appartenenti al collezionista scomparso. "Offrendo uno spaccato sull'inesauribile capacità metamorfica del genio di De Chirico, la mostra ne indaga la ricca eredità intellettuale presentando i suoi quadri in relazione con alcune tra le maggiori opere di arte contemporanea della collezione permanente del Museo, tra cui installazioni di Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto e Maurizio Cattelan" anticipa il comunicato stampa "Originale inventore di un pensiero nel quale le memorie personali hanno intrecciato un fecondo dialogo con i miti classici e la filosofia, nella sua continua ricerca, che incluse la libertà di citare se stesso e non fermarsi ad un unico stile, De Chirico abbracciò più metamorfosi artistiche per rispondere alle pretese di progresso della modernità, resistendone la razionalità e la fascinazione per la tecnologia".

Ci sarà tempo di tornare a parlare della mostra, aperta fino al 27 maggio 2018.


Commenti