Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Arma il prossimo tuo: la religione nelle guerre al Museo del Risorgimento

Al Museo del Risorgimento è in corso una bella mostra fotografica, che mi ha molto incuriosito sin dal titolo Arma il prossimo tuo. Partendo dalle guerre che insanguinano il nostro tempo, in continenti non sempre lontani, Roberto Travan e Paolo Siccardi propongono foto che sono un reportage e che raccontano la guerra da un punto di vista insolito. Quello che le lega alla religione, sia nel credo dei soldati, che combattono con catenine e braccialetti simboli di spiritualità, sia nello spirito, che contrappone gli uomini in base al loro credo.

Arma il prossimo tuo Arma il prossimo tuo

Il risultato è sempre lo stesso: città distrutte, sguardi vuoti, dolore diffuso. Ci sono le rovine delle grandi capitali e dei piccoli villaggi, volti di soldati di ogni età nascosti dietro gli angoli e le pareti, donne che proteggono bambini in lacrime, ospedali che non hanno lenzuola e medicine; il dolore e la fatica che non hanno bisogno di parole e che fanno sempre chiedere perché. Le immagini sono divise per aree geografiche: le guerre dimenticate del Caucaso e dell'Africa (leggete i durissimi e inumani passaggi sulla guerra della Repubblica Centroafricana, in cui la religione nasconde le ragioni economiche), le guerre traumatiche dell'Europa del secondo Novecento (chi ha dimenticato i Balcani, l'assedio di Sarajevo e la strage di Srebrenica?), le guerre eterne del Medio Oriente, tra la Siria, la Palestina e il Libano (avranno mai pace quelle terre, in lotta sin dai tempi degli Egizi e degli Ittiti?).

Arma il prossimo tuo Arma il prossimo tuo

Non sono immagini scontate, non lasciano niente alla retorica, non giocano con i sentimenti, non cercano la pena o il consenso dell'osservatore. Sono nude, in bianco e nero, per accentuare il rigoroso rapporto con la realtà e tu sei lì davanti, con gli occhi negli occhi di soldati stanchi, di donne svuotate, di anziani sparuti, di bambini silenziosi. Pure la speranza sembra sia andata via e che gli dei ci proteggano e ci sveglino un giorno da questa follia.

Arma il tuo prossimo è al Museo Nazionale del Risorgimento, in via Accademia delle Scienze 6, fino al 9 settembre 2018. L'orario di apertura è da martedì a domenica ore 10-18, lunedì chiuso. Il biglietto d'ingresso alla mostra, compreso in quello del Museo, costa 10 euro, ridotto 8 euro (over 65), gruppo familiare 18euro (max 5 persone con max 2 adulti), gratuito per under 6 e possessori tessere Abbonamento Musei, Torino + Piemonte Card e Royal Card. Tutte le info sul Museo su www.museorisorgimentotorino.it.


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