Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

L'Apertura mentale degli Artisti Senza Barriere, per la Torino di domani

Ho scoperto Artisti Senza Barriere qualche mese fa, su Rai News. C'era questo gruppo di giovani torinesi di seconda o terza generazione, che raccontavano la loro Torino e le loro speranze, con questo nuovo accento torinese, che abbiamo noi, nati a Torino da genitori provenienti da altre parti d'Italia e del mondo. Mi erano piaciuti perché parlavano della vita di quartiere, delle difficoltà di essere presi sul serio, avendo un colore della pelle diverso, ma anche gli stessi obiettivi che abbiamo un po' tutti nella vita, l'indipendenza economica, una famiglia, una qualche idea di felicità facendo quello che piace.

Gli Artisti Senza Barriere presentavano il loro rap, Apertura mentale, che è anche un manifesto dei nuovi torinesi: fatta l'Italia, facciamo gli italiani, sbarcati gli immigrati, costruiamo un domani. E il domani sono il ragazzo torinese al cui nonno terrone negavano la casa in affitto, il ragazzo torinese di origine araba, che trova tutto il mondo in una piazza e che vorrebbe vedere tutto il mondo riunito sotto una sola bandiera, quella della libertà, dell'uguaglianza e della pace vera. E poi ci sono affermazioni che ci mettono davanti alle responsabilità di tutti: scappare dalla guerra e dalla fame è un diritto che non bisogna cancellare. La ricetta per costruire il domani? L'apertura mentale, perché è l'unione a fare la forza e a creare un'Italia più forte, la musica è il mezzo per seguire il sentiero, l'amore ci aiuterà a migliorare il mondo, solo con l'apertura mentale riusciremo ad arrivare fino in fondo.

Il video è veloce, mostra volti e sorrisi degli artisti, dalle pelli di ogni declinazione, dal bianco al nero, dall'Europa all'Africa. Punta su una Torino non stereotipata: niente Mole Antonelliana o piazze del centro, ma Parco Dora e giardini di Barriera di Milano, il fiume non è il Po, ma è la Dora. Uno spostamento degli assi di Torino, che mostrano i mille volti di questa città e i diversi modi di interpretarla. In bocca al lupo agli Artisti Senza Barriere e a questo sogno di un domani di libertà, uguaglianze e pace vera.


Commenti