La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Nel Palazzo dell'Archivio di Stato di Torino, l'unico in Europa nato per un archivio

Inizierà domani Archivissima, la tre giorni che, dal 6 al 9 giugno 2018, aprirà gli Archivi di tanti enti culturali torinesi, con un bel programma di mostre e incontri per valorizzare il loro patrimonio storico, culturale e artistico.

Archivio di Stato di Torino Archivio di Stato di Torino

Tra tutti gli Archivi che saranno protagonisti della manifestazione, merita una citazione l'Archivio di Stato di Torino, ospitato in parte in un Palazzo di piazza Castello appositamente costruito da Filippo Juvarra nel XVIII secolo (le Sezioni Riunite sono conservate nel vecchio Ospedale San Luigi in via Piave). E in quell'appositamente c'è tutta la sua peculiarità: probabilmente è l'unico Archivio di Stato d'Europa ospitato in un edificio che è stato progettato proprio per quest'uso. Si trova nel complesso di palazzi del potere che vollero i Savoia per amministrare lo Stato, praticamente senza mai uscire da Palazzo: a nord piazza Castello è definita dalle antiche Segreterie di Stato (dove c'è oggi la Prefettura) e da una serie di palazzi, in fuga verso est, che poi, come a pettine, si aprono in maniche perpendicolari quali il Teatro Regio, l'antica e perduta Accademia Militare e la Cavallerizza Reale. A seguire le Segreterie di Stato, c'era l'Archivio, che i Savoia vollero vicino, perché custode della loro storia e perché fosse facilmente consultabile nella documentazione necessaria a governare lo Stato.

Il progetto di Juvarra prevedeva tre piani fuoriterra, con cinque grandi saloni in ogni piano e vari locali di servizio, con le scale sistemate alle due estremità. Il pericolo degli incendi, frequente per quell'epoca, era sventato da spessi muri tagliafuoco, che ne garantivano l'isolamento; notevoli anche i solai, che Juvarra aveva voluto in grado di resistere in caso di crollo del tetto. Le volte a padiglione e a botte scaricavano le spinte sui muri che separavano i vari saloni. La facciata, ancora oggi ben conservata (potete vederla in piazzetta Mollino, davanti al Teatro Regio di Carlo Mollino) manteneva l'aspetto aulico della Torino settecentesca, ritmato da un ordine gigante di lesene, con capitelli di stile composito, che si elevava da una base in bugnato.

Da qualche tempo, l'Archivio di Stato si apre alla città con mostre ed eventi che raccontano il suo enorme patrimonio storico, con documenti che raccontano la dinastia sabauda sin dal Medioevo. È così possibile visitare i suoi saloni, con i possenti armadi in legno, che conservano i documenti e che un tempo erano consultabili solo su autorizzazione del re. Una documentazione storica così grande che i recenti restauri, con l'ampliamento degli spazi a due piani sotterranei costruiti sotto i Giardini Reali, permettono di arrivare a 11 km lineari di scaffalature. I tesori nascosti di Torino, che Archivissima aiuta a scoprire.

Per il programma di Archivissima, il link è questo; per sapere di più sull'Archivio di Stato di Torino, seguite questo link; le foto, da wikipedia.


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