Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

I Macchiaioli e la modernità alla GAM, da ottobre

L'estate deve ancora raggiungere il suo apogeo, ma gli enti culturali torinesi ci informano già sui grandi eventi d'autunno. Come questo in preparazione alla GAM, I macchiaioli – Arte italiana verso la modernità, che dal 26 ottobre 2018 al 24 marzo 2019, aprirà spazi di analisi e riflessione sul periodo che "va dalla sperimentazione degli anni Cinquanta dell'Ottocento ai capolavori degli anni Sessanta". Al centro della mostra ci sarà il "dialogo artistico tra Toscana, Piemonte e Liguria nella ricerca sul vero". A cura di Cristina Acidini e Virginia Bertone, e promossa da 24 ore Cultura, oltre che da GAM e Fondazione Torino Musei, la mostra proporrà più di 80 opere provenienti dai più importanti musei italiani e da collezioni private.


"L’esperienza dei pittori macchiaioli ha costituito uno dei momenti più alti e significativi della volontà di rinnovamento dei linguaggi figurativi, divenuta prioritaria alla metà dell'Ottocento" spiega il comunicato stampa "Fu a Firenze che i giovani frequentatori del Caffè Michelangiolo misero a punto la ‘macchia’. Questa coraggiosa sperimentazione porterà a un'arte italiana 'moderna', che ebbe proprio a Torino, nel maggio del 1861, la sua prima affermazione alla Promotrice delle Belle Arti. Negli anni della sua proclamazione a capitale del Regno d'Italia, Torino visse una stagione di particolare fermento culturale. È proprio a questo periodo, e precisamente nel 1863, che risale la nascita della collezione civica d'arte moderna - l'attuale GAM - che aveva il compito di documentare l'arte allora contemporanea".

Il percorso espositivo sarà articolato in modo cronologico: dalla formazione dei protagonisti, con opere di maestri accademici di ispirazione romantica come Giuseppe Bezzuoli, Luigi Mussini, Enrico Pollastrini, Antonio Ciseri, Stefano Ussi e di giovani futuri macchiaioli come Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Cristiano Banti, Odoardo Borrani, alle prime Promotrici di Belle Arti e alla prima Esposizione nazionale di Firenze del 1861; sullo sfondo è la visita all'Esposizione Internazionale di Parigi del 1855, che fu un avvenimento decisivo per i giovani macchiaioli. Si passerà alla sperimentazione della macchia applicata al rinnovamento dei soggetti storici e di paesaggio, con opere degli anni Cinquanta e dei primi Sessanta, e si arriverà alle scelte figurative dei Macchiaioli dall'Unità d'Italia a Firenze capitale (ci sarà spazio per le estati trascorse a Castiglioncello, nella tenuta di Martelli, e per i pomeriggi autunnali e primaverili a Piagentina, nell'immediata periferia fiorentina, "dove gli artisti si erano ritirati a lavorare al riparo dalle trasformazioni della Firenze moderna, accentuate dal 1865 dal suo ruolo di capitale dell'Italia unita"). L'ultimo capitolo della mostra affiancherà anche l'esperienza di due riviste, la fiorentina Gazzettino delle Arti del Disegno e la torinese Arte in Italia, che seguirono il dibattito italiano sul linguaggio dell'arte e sulla sua modernizzazione.

La mostra, conclude il comunicato stampa, sarà occasione "non solo per ammirare capolavori assoluti della pittura macchiaiola, ma anche per permetterne una migliore comprensione sottolineando il dialogo che ha unito gli artisti di varie parti d'Italia nella ricerca tesa alla modernità". Se ne tornerà a parlare in autunno, nel frattempo, segnatevi le date!


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