La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Il 27 settembre riapre al pubblico la Cappella della Sindone

Se questa non è LA data dell'anno, di sicuro è la data dell'autunno, per cui non dimenticatela: il 27 settembre 2018 riaprirà la Cappella della Sacra Sindone, chiusa da più ormai quasi trent'anni. Alla riapertura sarà presente il Ministro alla Cultura Alberto Bonisoli; dal 28 al 30 settembre 2018, l'ingresso alla Cappella avrà un prezzo speciale di 3 euro; dal 2 ottobre sarà compreso nel biglietto dei Musei Reali.

Cappella della Sindone Cappella della Sindone

La Cappella disegnata da Guarino Guarini nel XVII secolo è chiusa al pubblico dal 4 maggio 1990, da quando, cioè, un frammento del cornicione interno è caduto sul pavimento, costringendo alla chiusura per questioni di sicurezza e all'inizio di un lungo restauro; poi il devastante incendio dell'11 aprile 1997, che ha distrutto non solo la decorazione interna, ma ha anche minato la statica dell'intera struttura. Per venire a capo del capolavoro guariniano, un'equipe di esperti ha dovuto studiare i piani statici del celebre architetto dei Savoia, in assenza di disegni che facilitassero loro il compito, e, quindi, ricostruire la decorazione andata perduta.

Ritroveremo la magia di Guarini, con la luce che piove dall'alto, filtrata dalle miriade di archetti che compongono la cupola? Non lo so e non potrò fare paragoni: troppo lontana l'ultima volta che ho visitato la Cappella per ricordare, ma i più esperti sapranno raccontarci. Quella che sì sarà una bella novità è l'ingresso non più dal Duomo, ma da Palazzo Reale. Giusto così, in fondo.

La Cappella fu costruita da Guarini tra il Duomo e Palazzo Reale, punto d'incontro del potere religioso e del potere politico, che si univano nella venerazione del Sacro Lenzuolo. Qualche tempo fa i Musei Reali hanno regalato una sorta di anteprima, permettendo di osservare il cantiere della Cappella, che proprio in quei giorni iniziava a smontare i ponteggi più alti, intorno alla cupola. Dal lungo corridoio che oggi conduce dal Salone degli Svizzeri fino alla Galleria Sabauda, si passava in un corridoio secondario, che si affacciava poi sull'edificio guariniano. Non si vedeva granché del lungo lavoro di restauro, però sì era chiaro il percorso dal Palazzo alla Cappella e di lì al Duomo. Il nuovo ingresso dai Musei renderà probabilmente leggibile anche questo ruolo di trait d'union esercitato dalla Cappella tra i due edifici più importanti della Torino sabauda, il Duomo e il Palazzo allora Ducale, ovvero tra il potere religioso e quello politico.

Inutile dire che non vedo l'ora che la Cappella della Sindone torni a noi e che possa finalmente ammirare dall'interno tutto quello che ho imparato su di lei ad Architettura.


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