Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

Riccardo Gualino e il sogno d'arte di un imprenditore

A un certo punto, nei primi trent'anni del XX secolo, sembrava non ci fosse settore economico in cui Riccardo Gualino non avesse interessi: trasporti, energia, automobili, il suo impero era tra i più differenziati d'Italia. Grazie a questa ricchezza e vastità di interessi fu anche uno dei più importanti mecenati del Novecento italiano e proprietario di una collezione d'arte di valore inestimabile.

Riccardo Gualino Riccardo e Cesarina Gualino
Riccardo Gualino (sin) con la moglie Cesarina (des)

Imprenditore biellese, classe 1879, Gualino colpisce per l'audacia negli affari, con l'indebitamento e le decisioni spericolate come caratteristiche principali; così fu in grado di muoversi in tanti settori e di essere spesso decisivo, ma, allo stesso tempo, il suo impero fu piuttosto fragile. La sua famiglia d'origine era attiva nell'oreficeria, ma il giovane Riccardo iniziò a dedicarsi presto ad altri settori, in particolare all'import-export di legnami pregiati e carbone. Dopo cadute e rinascite, dovute agli indebitamenti con cui finanziava le sue espansioni, nel 1917, iniziò a interessarsi ai trasporti degli aiuti americani all'Europa in stretta collaborazione con Giovanni Agnelli; fondò così la SNIA (Società di Navigazione Italo-Americana), diventata poi SNIA-Viscosa, primo polo italiano della produzione di filati artificiali. Gli anni di vicinanza con Agnelli misero Gualino al centro di operazioni finanziarie e lotte per il controllo delle prime industrie italiane, così, in una di queste battaglie, si schierò al lato degli Agnelli e divenne vicepresidente della Fiat (mentre Giovanni Agnelli lo fu della SNIA). In questo primo scorcio del secolo, Gualino fondò anche la Rumianca, nel settore chimico, la Unica, poi Venchi-Unica, nel cioccolato, e quindi la Lux Film, nel cinema.

La continua esposizione finanziaria e la sostanziale indifferenza al fascismo causarono la sua caduta e il confino. Tornato in libertà, lasciata Torino per Roma, si dedicò soprattutto al cinema (produsse alcuni dei film più importanti degli anni 30 e 40 e la Lux Film fu palestra dei grandi produttori del cinema italiano uscito dalla guerra, da Carlo Ponti in poi). Ma non è questa fase della sua vita che interessa Rotta su Torino, essendo spostata su Roma. La parte interessante per questo blog è quella torinese, precedente alla caduta e al confino. L'uomo d'affari che si divideva tra scalate finanziarie, espansioni all'estero e intuizioni straordinarie (come si fa a essere contemporaneamente attivi in settori che oggi identificano l'industria piemontese, dall'automobile al tessile, dall'alimentare al chimico?) fu anche un grande appassionato d'arte e cultura.

La sua casa di via Galliari (precursore anche in questo, a San Salvario!) fu restaurata e poi ampliata da Felice Casorati e da Alberto Sartoris e divenne uno "straordinario cenacolo culturale e artistico cui Riccardo e Cesarina seppero dar vita, aggregando musicisti, compositori, direttori d'orchestra, danzatori, attori, scrittori, pittori, scultori e architetti di fama internazionale, provenienti da tutta Europa" come scrive Adele Marini. A fare da padrona di casa, Cesarina, la cugina che Gualino aveva sposato nel 1907 e che lo aveva seguito e appoggiato nelle avventure imprenditoriali e nelle inquietudini artistiche, artista anche lei, soprattutto pittrice. Ma non fu solo il loro salotto o il teatrino privato in cui allestivano spettacoli: nel 1925 fondarono il Teatro di Torino, che presentava un cartellone ricco di proposte internazionali e di grande versatilità. Nei suoi cinque anni di attività ospitò "i Ballets Russes di Sergei Diaghilev, le danze di Mary Wigman e di Clotilde e Alexandre Sakharoff, la prosa dei Pitoèff, Jacques Copeau del Vieux-Colombier, Richard Strauss, Gaston Baty, Luigi Pirandello, Gian Francesco Malipiero e tantissimi altri".

Villa Gualino Villa Gualino
Villa Gualino, sulla collina torinese

E poi c'era la straordinaria collezione d'arte, che i Gualino riunirono guidati dall'amico critico e storico dell'arte Lionello Venturi. Comprendeva capolavori di ogni secolo, dall'arte antica a quella contemporanea, la Venere attribuita al Botticelli o alla sua bottega, la Venere con la tartaruga attribuita a Sebastiano del Piombo, sette Modigliani, uno studio per l'Olympia di Manet, opere di Cimabue e ceramiche statue, oreficerie di ogni epoca. Una collezione di valore inestimabile, che fu conservata nelle varie residenze dei Gualino, il Castello di Cereseto Monferrato, la casa di Sestri Levante e quella di Torino, fino all'idea finale, la costruzione di una vera e propria Casa-Museo, sulla collina torinese. La conosciamo come Villa Gualino, non fu mai terminata e non ospitò mai la collezione. Anche il progetto di questo edificio, commissionato nel 1929 agli architetti romani Andrea, Clemente e Michele Busiri Vici, fu all'avanguardia per quell'epoca e per quella Torino. L'idea era quella di un grande corpo centrale, che sarebbe stato l'abitazione dei Gualino, da cui partivano due ali a un piano, destinate a un teatro e a un vero e proprio museo. Di quel progetto non rimane molto: l'edificio fu ampiamente rimaneggiato dopo la cessione a cui Gualino fu obbligato a causa del suo crollo finanziario, nel 1931. Divenne colonia elioterapica, quindi centro di formazione, hotel e centro congressi. Adesso, in attesa di nuova destinazione, è in disuso. La collezione dei Gualino è stata dispersa, sempre a causa dei fallimenti finanziari; un'ampia sezione è al terzo piano della Galleria Sabauda, a Torino.


Commenti

  1. Secondo il libro “ Il grande Gualino” di Giorgio Caponetti, non vi fu alcun crollo finanziario di Gualino, bensì la confisca di tutti i suoi beni a seguito del suo arresto e del successivo confino

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