Le cupole della chiesa di San Lorenzo e della Moschea di Córdoba, misteri di archi e luce

La chiesa di San Lorenzo custodisce una delle cupole più belle di Torino, la più bella, si potrebbe definire, insieme alla "sorella", la cupola della Cappella della Sindone, non a caso dello stesso architetto, Guarino Guarini. Di lei si sa tutto o quasi da un punto di vista statico, sono meno chiare le influenze culturali, che ispirarono il frate teatino: cosa gli ispirò l'idea di una cupola formata da otto archi intersecantisi, a formare una stella a otto punte e un ottagono su cui impostare la lanterna? Le influenze culturali sono una delle parti più interessanti dell'architettura, che non si limita a metterci un tetto sulla testa, ma è prodotto di idee, tradizioni, contaminazioni e racconta anche il modo di vivere e di pensare, i valori di una società.  La cupola della chiesa di San Lorenzo a Torino (sin), la cupola sul mihrab delal Mezquita di  Córdoba (des) entrambe le foto, da Wikipedia Una delle ispirazioni più chiare di San Lorenzo è la cupola della maqsura

Lo spot onirico e futurista della RAI, per il 36 Torino Film Festival

Avete già visto lo spot preparato dalla RAI per il 36° Torino Film Festival? Mi piace come, nelle architetture contemporanee e in quelle barocche della città, la RAI sappia sempre leggere qualcosa di onirico e di futuristico. Era già successo un paio di anni fa, quando aveva dato a Torino un aspetto da Blade Runner, succede anche in questo nuovo spot, in cui il Parco Dora, la Galleria San Federico e le facciate del centro diventano un modo per giocare con volumi, prospettive, assonanze sempre sorprendenti. Bello come si possa leggere Torino sempre in modi diversi e bello come la città si presti a queste molteplici letture.

spot 36TFF spot 36TFF

Il Torino Film Festival (23 novembre- 1° dicembre 2018) è una delle più importanti rassegne cinematografiche d'Italia. Mi piace come il comunicato stampa lega il film di apertura, The Front runner di Jason Reitman (23 novembre 2018, ore 19.30, Cinema Massimo 1, 2, 3), a quello di chiusura, Santiago di Nanni Moretti (1° dicembre 2018, ore 22, subito dopo la Cerimonia di Premiazione, al Reposi 3). Un Festival "racchiuso tra due Presidenti, il TFF 36" scrive l'ufficio stampa "Il primo è Gary Hart, l'uomo che non fu presidente, il candidato democratico americano che piaceva ai giovani e ai progressisti e che fu costretto a ritirarsi dalla corsa elettorale nel 1987 a causa di uno scandalo sessuale, protagonista del film di apertura del festival: The Front Runner di Jason Reitman, serrata ricostruzione dei giorni in cui la sua carriera politica tramontò. L'altro è il grande Salvador Allende, presidente del Cile dal 1970 all'11 settembre del 1973, quando morì durante il colpo di stato che portò al potere la giunta militare guidata dal generale Pinochet: Santiago, Italia di Nanni Moretti, che chiude il TFF, rievoca attraverso testimonianze e documenti dell'epoca il Cile di quei mesi, e in particolare il ruolo dell'ambasciata italiana a Santiago, che offrì rifugio a centinaia di dissidenti e perseguitati politici".

In mezzo ci sono 133 lungometraggi, 23 mediometraggi e 22 cortometraggi i film, di cui 36 lungometraggi opere prime e seconde 34 anteprime mondiali 23 anteprime internazionali 59 anteprime italiane selezionati tra più di 4000 film visionati (tra corti, medi e lungometraggi). Il programma è intenso e lunghissimo (la cartella stampa conta su 56 pagine!). Lo trovate, ben descritto, con tutte le info su orari, biglietti e schede dei film su http://torinofilmfest.org.


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