Photocall, la mostra più glamour al Museo Nazionale del Cinema

La mostra più glamour della stagione è al Museo Nazionale del Cinema, si intitola Photocall. Attrici e attori del cinema italiano e rende omaggio non solo ai divi del nostro cinema, ma anche ai loro fotografi, senza i quali, bisogna dirlo, non esisterebbero divismo né popolarità. Fotografie scattate sui set cinematografici, rubate dai paparazzi, fatte sui tappeti rossi dei Festival di tutto il mondo, a incarnare il sogno che il cinema è sempre stato, sin dalla sua nascita. E ci si sente un po' protagonisti all'inizio di questa mostra, quando, sotto la cupola della Mole Antonelliana, c'è un piccolo red carpet pensato per i visitatori, con la gigantografia di alcuni fotografi torinesi che accolgono i visitatori tra flash: ci si muove, ci si gira e ci si sente una star! Poi inizia il percorso espositivo, lungo la sala elicoidale che percorre la cupola. In quattro sezioni, Attrici e attori contemporanei , Dive Pop e Italian Men , Icone della rinascita e Ritratto d'

Atmosfere di via Pietro Micca, 100 anni fa

Via Pietro Micca com'era, pochi decenni dopo la sua costruzione. Le vie del centro di Torino sono quasi sempre riconoscibili nelle foto d'epoca: pochi i cambiamenti, per lo più imposti dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, poche le demolizioni avvenute nella seconda metà del Novecento, spesso per speculazione edilizia. Foto di via Po, di via Garibaldi o di via Pietro Micca permettono di leggere facilmente il luogo.

via Pietro Micca com'era via Pietro Micca com'è

Come questa, in alto a sinistra, scattata in via Pietro Micca poco oltre piazza Solferino, guardando verso piazza Castello. Si riconosce l'architettura eclettica dell'Ottocento, colorata a mano, sono diverse le atmosfere. C'è ancora la Spin-A, il bel palazzo ottocentesco che separa via Pietro Micca da via Santa Teresa, oggi sostituito dal grattacielo di piazza Solferino, una vera ferita nell'immagine architettonica dell'area; i portici sono coperti dai grandi tendoni dei dehors, ormai scomparsi (grandi tende a riparare dal sole anche sull'altro lato della via). I marciapiedi sono praticamente inesistenti, come in fondo le auto. Non mancavano i tram, del resto abbiamo visto su Rotta su Torino che nel centro cittadino passavano ben 18 linee tramviarie. Agili, veloci ed eleganti portavano da un lato all'altro della città, erano un luogo di incontro di classi sociali diverse ed erano armoniosamente inseriti nei volumi di quella Torino. Curiosamente, auto, biciclette e carretti andavano sulla sinistra, come in Gran Bretagna, e non sulla destra. Misteri da scoprire, nella Torino che fu.


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