Incontri da non perdere, al Festival del Classico

Libertà e Schiavitù è il tema del Festival del Classico, a Torino dal 2 al 5 dicembre 2021, al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, e in diverse altre sedi sparse per la città. Alla sua quarta edizione, la manifestazione, che usa il pensiero degli antichi per analizzare i fenomeni del presente, offrirà oltre 40 incontri "tra lezioni magistrali, letture, dialoghi, dispute dialettiche e seminari, per riflettere su antiche e nuove disuguaglianze, per mettere a confronto le libertà degli antichi e dei moderni, per dare voce ai classici" anticipa il comunicato stampa. Consideriamo la schiavitù una realtà del mondo antico, quando gli sconfitti diventavano schiavi dei vincitori, quando i padroni avevano potere di vita e di morte sui propri schiavi, avendo il potere di venderli al miglior offerente o di regalare loro la libertà. "La schiavitù nel mondo occidentale è sempre esistita? È ancora presente, al giorno d'oggi, sotto nuove forme? Qual è il risultato della globalizz

Nella chiesa del Santo Volto, la luce calda che parla del divino

La considero la più bella chiesa di Torino dopo San Lorenzo, in piazza Castello, ma era da tempo che non entravo nella chiesa del Santo Volto, sul lato occidentale del Parco Dora. L'ho fatto in una giornata d'inverno, di quelle con la luce lattiginosa di febbraio. E ogni volta che entro in questa chiesa rimango affascinata.

chiesa del Santo Volto chiesa del Santo Volto

All'esterno ha la forma di un ingranaggio, per rendere omaggio al passato industriale di Spina 3, ed è rivestita di laterizi, secondo il gusto del suo autore, Mario Botta, e di nuovo in omaggio a Torino (si pensi a Palazzo Carignano, al Palazzo dell'Accademia delle Scienze, sede del Museo Egizio, e ai Quartieri Militari, con le loro nobili facciate in mattoni). Le alte torri si alternano ai vuoti, senza dare una vera e propria facciata all'edificio e senza lasciare immaginare la sorpresa dell'interno. Perché la parte più bella della chiesa del Santo Volto è la sua sala interna. Dalla freddezza dell'"ingranaggio" alla luce morbida e avvolgente dell'interno. Il rivestimento in legno dà subito un'immediata sensazione di calore e di accoglienza; l'immagine dell'Uomo della Sindone, sul fondo dell'altare, ottenuta con una sorta di tessitura di pietre "pixelate", commuove e coinvolge sin dall'ingresso. E poi questa luce, che arriva dalle torri svuotate e che illumina indirettamente l'altare e le cappelle a esso vicine. La metafora della salvezza che arriva dall'Alto e della Luce che illumina i cuori per salvarla è la stessa della chiesa di San Lorenzo, ma diversa è l'immagine della condizione umana, non sono passati invano tre secoli. In San Lorenzo, Guarini immagina un uomo avvolto dalle tenebre, che solo attraverso Dio può trovare la salvezza: la luce piove su colori e marmi scuri, illuminati dalla Luce. Botta vede la Luce anche come metafora dell'accoglienza, del calore, un Dio più paterno e più gentile, probabilmente, che ci fa sentire amati sin dall'ingresso. Perché una cosa bella della chiesa del Santo Volto è che invita davvero alla preghiera, al raccoglimento, al rapporto con questo Dio che tutto avvolge.

chiesa del Santo Volto chiesa del Santo Volto

A rendere straordinaria l'atmosfera interna del Santo Volto è anche la volta, la più bella di un edificio religioso torinese, secondo me, insieme alle cupole di San Lorenzo e della Cappella della Sacra Sindone, entrambe di Guarino Guarini. I pieni e i vuoti che si alternano all'esterno ritornano anche all'interno, con spicchi pieni e vuoti: dai vuoti scende la luce indiretta delle torri, dai pieni si formano le sette grandi costole che corrono verso il tamburo centrale. Una volta che ha richiesto una costruzione complessa, a causa delle spinte: "Il tamburo centrale è stato costruito e gettato per primo in modo che potesse esercitare da subito la sua funzione di perno d'appoggio per le solette inclinate a loro volta base di appoggio delle torri. La costruzione delle torri è avvenuta in seconda battuta proprio per evitare le spinte eccentriche che il loro appoggio avrebbe creato. Le torri sono state realizzate due a due in opposizione l'una con l'altra" spiega www.archimagazine.com. L'effetto finale è di grande impatto e contribuisce alla magia di questa chiesa.

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Siate torinesi o turisti, vale davvero la pena che inseriate la chiesa del Santo Volto nei vostri itinerari in città.


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