I Voucher Vacanze del Piemonte, dormi 3 paghi una notte, fino alla primavera 2022

Dato il successo dell'iniziativa e tutte le volte che la Regione Piemonte l'ha prolungata, chissà che non sia un nuovo modello per il turismo, in attesa di un ritorno alla normalità, si spera per il 2022. Tornano i Voucher Vacanze della Regione Piemonte, grazie ai quali si dormono 3 notti e se ne paga solo una nelle strutture aderenti (alberghi, residence, B&B, agriturismi, affittacamere, ecc ecc) e si pagano i servizi turistici a metà prezzo. I voucher possono essere prenotati entro il 31 dicembre 2021 e utilizzati entro il 30 giugno 2022. Il loro funzionamento è semplice, ma cambia in base alle ATL sotto le quali si trova la località prescelta: se volete soggiornare nelle Langhe, dovete controllare quali sono i passi da seguire per prenotare i voucher nelle Langhe, idem se pensate alle dolci colline del Canavese, alle valli alpine del Cuneese, ai laghi del Piemonte settentrionale. Per identificare le ATL, c'è www.visitpiemonte.com , che ha l'elenco dei Consorzi

Un aperitivo per il cavolfiore di Moncalieri, nuovo Presidio Slow Food

Il cavolfiore di Moncalieri diventa Presidio Slow Food, il 36° in Piemonte. La cerimonia di ingresso si terrà il 4 marzo 2019 alle ore 18.30 nel ristorante La Cadrega, in piazza Vittorio Emanuele II 5 a Moncalieri, con un aperitivo alla presenza di produttori e autorità.

CAvolfiore di Moncalieri

I Presidi Slow Food aiutano a difendere le piccole produzioni tradizionali, riconoscendone il valore per l'economia locale e per la tutela dell'ambiente; soprattutto, salvano dall'estinzione razze autoctone e varietà locali di frutta e ortaggi. Diventare un Presidio Slow Food non è semplice: il prodotto deve infatti "rispettare canoni di sostenibilità ambientale: la tutela della fertilità della terra e degli ecosistemi idrografici, l'esclusione delle sostanze chimiche di sintesi, il mantenimento delle pratiche tradizionali di coltivazione e gestione del territorio. Ma deve anche essere sostenibile da un punto di vista sociale: i produttori devono avere un ruolo attivo e una totale autonomia nella gestione dell’azienda, devono collaborare, decidere insieme le regole di produzione e le forme di promozione del prodotto, possibilmente riunendosi in organismi collettivi" spiegano da Slow Food.

Il cavolfiore di Moncalieri viene coltivato intorno alle colline a sud di Torino, "la parte centrale ha tante cupolette appuntite avvolte a spirale, proprio come il romanesco, ed è completamente avvolta da foglie di colore verde chiaro. Il colore è avorio tendente al giallino, diverso sia dai classici cavolfiori 'palla di neve' (bianchi), sia di romaneschi (verde chiaro)" spiegano da Slow Food. Di origine francese, è arrivato in Piemonte probabilmente al seguito dei Savoia e dagli orti reali si è diffuso nella pianura intorno alla capitale. La sua coltivazione, diffusa fino agli anni '70, è andata riducendosi fino a quasi scomparire, per questo l'intervento di Slow Food, che intende coinvolgere nuovi coltivatori e diffondere la sua conoscenza tra ristoratori e consumatori. "Il cavolfiore di Moncalieri può essere mangiato fritto, bollito, abbinato alla bagna cauda (tipica salsa a base di acciughe, aglio e olio extravergine di oliva). In bocca è sapido e ha una consistenza compatta e croccante, anche dopo la cottura. Rispetto ai più comuni cavolfiori ha un odore più delicato, è più facile da digerire ed è possibile degustarlo anche crudo in insalata, con olio, parmigiano, pepe e sale. Sono molto buone (sia crude, sia cotte) anche le foglie che lo avvolgono" spiegano ancora da Slow Food.

Il 4 marzo, a Moncalieri, una bella opportunità per conoscerlo. L'aperitivo è gratuito fino a esaurimento posti.


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