La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Il Villino Caprifoglio, dall'Expo 1898 alla Biblioteca del Parco

Se guardate le foto d'epoca dell'Esposizione Universale di Torino del 1898, probabilmente farete come me, vi chiederete tutto il tempo perché quelle autentiche meraviglie di padiglioni sorti lungo il Po, nel Parco del Valentino e dintorni, siano stati demoliti (la maggior parte era costruita in materiali provvisori, inadatti a resistere al tempo). Tra le poche architetture sopravvissute, c'è il Villino Caprifoglio: è all'ingresso del Parco del Valentino, dal lato di Torino Esposizioni. È inconfondibile: è alto solo due piani, ha pianta rettangolare e tetti spioventi decorati con una cornice in ferro finemente lavorata (ricorda un po' il liberty in voga di lì a poco); le facciate, caratterizzate da finestre con battenti in legno, presenta decorazioni lignee ispirate all'architettura nordeuropea.

Villino Caprifoglio Villino Caprifoglio

Fu costruito per l'Esposizione Universale: doveva essere la casa del custode, con uno spazio per gli attrezzi. Poi, poco prima della Seconda Guerra Mondiale, fu trasformato nella biblioteca del Parco del Valentino. E questa era una bellissima funzione: immaginatevi nel Parco degli anni 30, quando nel vicino corso Massimo d'Azeglio passavano poche auto e tutt'intorno erano prati, viali e panchine. E pensate che davanti al villino c'era anche il laghetto del Parco del Valentino, che fu interrato pochi anni dopo. I nostri nonni e bisnonni andavano in biblioteca, dove potevano prendere un libro in prestito e poi leggerlo seduti sulle panchine, all'ombra dei viali del Parco o sulla riva del Po; quali migliori viste per godersi un libro? Dopo la guerra, il Villino riprese la sua vocazione di biblioteca, ma destinata soprattutto ai bambini. Qui, infatti le scolaresche e i ragazzini del quartiere hanno ascoltato per anni le letture ad alta voce e partecipato alle attività culturali che li stimolavano alla lettura. Poi, pochi anni fa, la chiusura: il passare del tempo e i lavori di manutenzione da realizzare non lo rendevano più sicuro per i piccoli.

Adesso il villino Caprifoglio è passato alla Circoscrizione 8, che lo riaprirà a breve, con attività culturali ancora da selezionare. Speriamo siano sempre legate anche al Parco del Valentino, per non interrompere lo storico legame.


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