Con Buonissima, tanti eventi enogastronomici con grandi chef e un'ambizione

Un nuovo appuntamento enogastronomico per valorizzare le tradizioni di Torino e inserire la passione per la buona cucina e i suoi dintorni in percorsi culturali e artistici. Buonissima , dal 27 al 31 ottobre 2021, è nato da un'idea di Matteo Baronetto, chef al ristorante Del Cambio, e dei critici enogastronomici Stefano Cavallito e Luca Iaccarino, con l'ambizioso obiettivo di fare di Torino la capitale italiana del gusto. E, per dare un'idea, nel ricco programma dei cinque giorni di cene e incontri, saranno presenti i fratelli Adrià, Ana Roš, la chef più apprezzata nella classifica dei 50 migliori ristoranti di Restaurant , gli chef italiani Mauro Uliassi, Norbert Niederkofler e Massimo Bottura, tutti con tre stelle. Il programma prevede due grandi cene evento, curate dagli chef già citati, con menù a 350 euro, una al Museo dell'Automobile e l'altra, già sold out, al Museo del Cinema; poi tredici cene nelle piole torinesi al prezzo fisso di 25 euro, con un fil

Premio Pritzker ad Arata Isozaki, autore del Pala Alpitour di Torino 2006

Arata Isozaki ha ottenuto il Premio Pritzker, il più prestigioso premio dell'architettura, perché, tra le altre ragioni, "possedendo una profonda conoscenza della storia e della teoria architettonica e abbracciando le avanguardie, non si è mai limitato ad applicare lo status quo, ma la sua ricerca per un'architettura significativa si è riflessa nei suoi edifici, che, fino a oggi sfuggono alle categorizzazioni stilistiche, sono in costante evoluzione e sempre freschi nel loro approccio" (su www.pritzkerprize.com le motivazioni complete dell'assegnazione del premio).

Pala Alpitour

87 anni, in cerca di rapporti tra Oriente e Occidente, nella seconda parte della sua carriera Isozaki ha lavorato in tutto il mondo, anche a Torino. Suo è il Pala Alpitour (chiamato anche PalaIsozaki), il Palazzo dello Sport costruito accanto allo Stadio Grande Torino in occasione delle Olimpiadi Invernali 2006. È una delle architetture più belle lasciate dai Giochi a Torino, costruita pensando al suo uso successivo e per questo estremamente versatile. All'esterno si presenta come un grande parallelepipedo largo 100 metri, lungo 185 e alto 20, appoggiato, come sospeso, su un nastro di vetro e cemento. La sua facciata è rivestita di pannelli in acciaio inossidabile con effetto bugnato, movimentata da sottili finestre di vetro; l'effetto è rigoroso, ispirato, aveva detto all'epoca l'architetto giapponese, all'impianto ortogonale di Torino, e allo stesso tempo dinamico, grazie agli effetti della luce, mai uguali, sui pannelli di acciaio. All'interno, l'edificio è composto da quattro livelli, a cui si ha accesso da una grande hall caratterizzata da una parete inclinata specchiata, che riflette chi entra; le pareti delle tribune e il piano delle strutture orizzontali sono mobili, così da adattarsi agli eventi che devono ospitare, quello che è certo è che si entra a metà altezza, così da poter raggiungere facilmente il proprio posto, salendo o scendendo dalle scale delle tribune.

Arata isozaki Pala Alpitour

Un edificio di grande versatilità, che ha arricchito di fascino una zona in cerca di vocazione, riqualificata grazie alle Olimpiadi (davanti al PalaIsozaki, la risistemazione di corso Sebastopoli, diventata pedonale in quel tratto, e dell'antistante piazza d'Armi), e che si è inserito facilmente nell'architettura del quartiere. Adesso un fiore all'occhiello riconosciuto anche dall'architettura internazionale: congratulazioni ad Arata Isozaki per il suo premio.

PS Curiosità: per il Pritzker a Isozaki è in festa anche Barcellona, per anni punto di riferimento urbanistico di Torino, anche lei rinata grazie alle Olimpiadi: l'architetto giapponese ha costruito lì il Palau Sant Jordi, Palazzetto dello Sport di Barcellona 92.


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