Salone del Libro 2019: Il gioco del mondo, lo spagnolo e le Marche

La prima, importante novità del 32° Salone Internazionale del Libro è che è salvo: il marchio è stato acquistato dall'Associazione Torino, la Città del Libro, presieduta da Silvio Viale, con il contributo di Compagnia di Sanpaolo e Fondazione CRT e abbiamo la certezza che la kermesse non si muoverà da Torino e che, come ha detto il pimpantissimo Nicola Lagioia in conferenza stampa, "torna a essere la casa della cultura di tutti".

Salone del Libro 2019

La seconda grande novità è l'ingresso dell'Oval al posto del Padiglione 5, al Lingotto Fiere, cosa che consente di organizzare una sala da 700 posti, una da 200 l'area della Lingua Ospite e diversi spazi per gli editori. E arriviamo alla terza grande novità, la presenza non di un Paese, ma di una lingua ospite, lo spagnolo. Il Salone di Nicola Lagioia è in lotta contro i confini intesi come barriera e come chiusura in se stessi, usando la cultura come strumento per abbatterli: ricordate lo splendido manifesto di Gipi di un paio di anni fa, con un libro messo a cavallo di un muro per superarlo e osservare cosa c'era dall'altra parte? Questo è il mood del Salone guidato dallo scrittore pugliese. Lo si legge nella maggior parte delle scelte, non solo la Lingua ospite, scelta perché "i Paesi hanno un confine, ma la cultura no, e lo spagnolo lo dimostra", ma anche il filo conduttore, Il gioco del mondo, ispirato all'omonimo libro di Julio Cortázar, "un invito alla ribellione, alla fuga e all'avventura, perché costruito in modo che chi legge possa scegliere dove andare attraverso le pagine, da leggere oppure scartare"; un libro il cui titolo originale è Rayuela, ovvero il gioco della settimana in spagnolo, il sassolino da lanciare serve "a compiere il balzo, a superare il confine, per accorgersi, giocando, che quel limite è evanescente e labile perché disegnato solo con il gesso". Il manifesto, ispirato al libro è dell'artista italiana MP5.

Per lo spagnolo Lingua ospite arriveranno autori da tutta Latinoamérica e dalla Spagna e all'Oval ci sarà una Plaza de los Lectores, con biblioteca, libreria, uno spazio dedicato a istituzioni e rappresentanze dai Paesi e uno da 120 posti per gli incontri. A uno spagnolo sarà affidata la lezione magistrale d'apertura: il basco Fernando Savater, uno degli intellettuali più ascoltati della Piel de Toro, succederà al compatriota Javier Cercas, che innamorò il pubblico del Salone lo scorso anno, in un bell'italiano. Savater è uno dei pochi nomi già noti tra gli ospiti più attesi; con lui ci sono anche la giornalista e attivista di origine russa Masha Gessen, il Premio Nobel per la Letteratura 1986 Wole Soyinka, fuggito dalla sua Nigeria e adesso in fuga anche dagli USA intolleranti di Donald Trump, Matt Salinger, che ricorderà i 100 anni dalla nascita di suo padre, J.D. Salinger.

Le Marche sono la Regione ospite, a 200 anni dalla composizione de L'infinito di Giacomo Leopardi: sarà un'occasione per ricordare i grandi marchigiani come Gioacchino Rossini, Raffaello Sanzio, Maria Montessori, Silvia Ballestra; presenti anche le quattro Università della regione, che contribuiscono al programma di incontri. Sharja, uno degli emirati degli Emirati Arabi, Capitale Mondiale del Libro 2019 dell'UNESCO, è Paese ospite e porterà la sua Sharjah International Book Fair, una delle più importanti del mondo.

Confermati gli stretti rapporti con il Premio Strega, che assegnerà durante il Salone il Premio Strega Europeo, con il Premio Letterario Internazionale Mondello, che porterà il suo vincitore a Torino, e con numerosi Festival italiani come il Lucca Comics & Games e Pordenonelegge. Ritornano anche la Buchmesse e l'Institut français, che porteranno al Salone i migliori scrittori tedeschi e di lingua francese, mentre, grazie al rapporto speciale con il Bookselling Without Borders, si potranno seguire le ultime tendenze raccontate dalle librerie indipendenti statunitensi. Non mancheranno gli spazi professionali dell'International Book Forum e del Book to Screen, che serviranno a comprare i diritti editoriali dei libri e, nel secondo caso, anche i diritti dei libri per trasformarli in opere audiovisive.

Da segnalare, infine, alcuni progetti davvero interessanti. L'Europa. Dove siamo vuole riflettere, a 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino e a pochi giorni dalle elezioni europee sulla nostra identità culturale europea, con autori e autrici provenienti dall'intero continente. Solo noi stesse, lo spazio femminile curato da Loredana Lipperini e Valeria Parrella si chiede cosa aspettarsi dal dopo #metoo e parla di Generazioni, per trovare risposta. Anime Arabe si concentra sulle città: le millenarie Aleppo e Mosul trasformate in città fantasma, mentre Beirut e Algeri si interrogano sul loro futuro, dopo essere sopravvissute alle guerre civili di pochi decenni fa; un racconto delle città che non trascura le tecnologie di ultima generazione e che conta sulla collaborazione della Fondazione Merz.

E poi ci sono gli anniversari, dai 100 anni dalla nascita di Primo Levi e J.D. Salinger ai 50 anni dalla morte di Jack Kerouac e ai 30 anni dalla morte di Leonardo Sciascia. Senza dimenticare che un Salone che non ama confini vive anche fuori dal Lingotto, nel Salone Off, e anche fuori Torino, con diverse tappe di avvicinamento alla città.


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