Nei Giardini Reali di Torino, riaperti al pubblico

I Giardini Reali hanno riaperto al pubblico e a Torino è subito uno degli eventi culturali dell'anno. È la prima volta, da quando è iniziata la riorganizzazione di Palazzo Reale, Armeria Reale, Galleria Sabauda e Museo d'Antichità in una sola realtà museale, che ne sapesse leggere le identità specifiche all'interno di un unico complesso, ovvero i Musei Reali, che i Giardini possono essere visitati nella loro completezza. Si tratta del lato dei Giardini da viale dei Partigiani verso ovest, verso la Manica Nuova, che ospita oggi la Galleria Sabauda (il "peccato originale" che impedisce una visita a tutto il complesso e di leggere l' unicum che è stato è proprio la costruzione di viale dei Partigiani, che taglia in due i Giardini, ma pazienza, la stratificazione storica è anche questo). Già aperti al pubblico il Giardino Ducale, che fu voluto dal duca Emanuele Filiberto, e il Boschetto, in questi giorni è tornato visitabile anche il Giardino di Levante, che

Un cortile, in piazza Castello

Negli ultimi giorni, del tutto casualmente, mi è capitato di entrare in diversi cortili del centro di Torino. Superate il torinesissimo "non mi oso" e fatelo, entrate nei cortili e vi si aprirà un mondo, a volte labirintico, di case di ringhiera e luoghi silenziosi, un po' pittoreschi, certo lontani dall'immagine di una grande città e più vicini a quelle di un paesino atemporale. Tra via Garibaldi, via San Francesco d'Assisi e piazza Castello, ci sono cortili davvero fascinosissimi. Qualche giorno fa, arrivata in anticipo a un appuntamento, mi sono infilata in un cortile in piazza Castello: ho visto l'ingresso, mi sono incuriosita e sono entrata per qualche foto.

Cortile di piazza Castello Cortile di piazza Castello

Mi ha colpito il disegno, con l'eleganza torinese di colonne sottili e slanciate e proporzioni armoniose e simmetriche; la prospettiva, ingentilita dalla chiusura, un negozio di fiori con scenografia sapientemente equilibrata. All'interno, un paio di fontanelle a muro, con decorazioni in bassorilievo; sulla facciata d'ingresso, grandi finestroni piemontesi nobilitano il primo piano, mentre tutt'intorno, le aperture regolari, con abbaini e piccoli balconi contribuiscono a creare un'atmosfera gentile e a misura d'uomo, lontano dal traffico e dalla folla di piazza Castello, che è solo lì, superato il portone.

Cortile di piazza Castello Cortile di piazza Castello

È stata una bella sorpresa, che mi ha regalato qualche minuto di curiosità ed emozione e mi ha confermato quanto Torino sappia essere speciale, nei suoi angoli più segreti.


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