Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

70 anni senza il Grande Torino

Il ricordo dei 70 anni dalla tragedia del Grande Torino, scomparso in un incidente aereo sulla Basilica di Superga, è iniziato ieri sera, all'Allianz Stadium della Juventus. Il Torino ha avuto un gol di vantaggio per tutta la partita e sarebbe stato bellissimo finire così, in quest'anniversario imminente, non fosse stato quel gol finale di Cristiano Ronaldo, che ha pareggiato i conti (al derby aspetto con ansia sempre il 94° prima di festeggiare). Visto il risultato su Twitter, ho pensato "sarà un bel 4 maggio". Perché ogni granata, regolarmente nato decenni dopo il 1949, ha sempre in testa quella data.


Ed è un bel 4 maggio, anche se il tempo, ancora una volta, non assiste. Da Torino Superga non si vede, come (quasi) sempre il 4 maggio e il cielo minaccia pioggia, come 70 anni fa. Da ieri i quotidiani riportano articoli che ricordano la leggenda degli Invincibili, lo choc che fu in tutto il mondo la loro morte tragica e inaspettata, l'epopea del loro successo nell'Italia del dopoguerra, simbolo e speranza di un Paese che usciva sconfitto da una guerra devastante. Penso a Sandro Mazzola, che si commuove sempre al ricordo del padre, perduto da bambino e sempre inseguito, e che in questi giorni è stato in silenzio a Torino, per portargli un saluto a Superga, prima dei tifosi e dei media, nella solitudine che il suo dolore merita. E penso anche a Susanna Egri, che perse anche lei suo padre, tecnico del Toro, e che è rimasta a Torino, per portare danza e cultura tra televisione e scuola. Sono i volti più famosi di una tragedia che unì un Paese e che ha lasciato, però, orfani e vedove, con un dolore tutto personale e privato.

Torino non dimentica e questo mi piace molto, da granata e da torinese. Il Grande Torino è un segno di identità del Torino, un motivo di orgoglio, di forza, di rabbia, di dolce malinconia, ma è anche, allo stesso tempo, un patrimonio collettivo. L'ho già scritto, la cosa più emozionante che mi sia successa da tifosa del Torino, è stata anni fa sulla costa gaditana, in Andalusia, quando l'anziano proprietario di un hostal in cui alloggiavo, saputo che ero torinese, ha iniziato a recitarmi Bacigalupo, Ballarin, Maroso... per poi concludere "gran giocatore Massola!" (la z in spagnolo è una s accentuata) e ricordarmi l'aneddoto famoso di capitan Mazzola che si rimbocca le maniche e ribalta la partita (il tutto in un piccolo borgo andaluso di pescatori!). Impossibile dimenticare chi ha saputo colpire l'immaginario anche da così lontano e per decenni.

E oggi c'è una giornata di eventi speciali. Che se vogliamo è iniziata ieri, prima del derby, con la salita a Superga di una delegazione della Juventus e del Benfica, l'altra squadra cittadina, rivale per antonomasia, e il Benfica, contro cui il Grande Torino giocò la sua ultima partita. Accanto alla lapide ci sono i segni di una popolarità che non muore e non morirà fino a quando ci sarà nel mondo un solo appassionato di calcio (di calcio, non necessariamente del Toro, questa è la grandezza degli Invincibili); sciarpe e bandiere da tutto il mondo, in attesa dell'omaggio del Torino e del suo popolo, di capitan Bellotti che alle 17.04 leggerà i nomi dei Caduti ad alta voce.

Il calendario della giornata, scandito su Torino Channel
, è il seguente:
ore 13.45 – Monumento al Grande Torino. Inaugurazioni all'Aero Club Torino del monumento dedicato agli Invincibili.
ore 14.45 – 04-05-'49: Il documentario sulle celebrazioni dedicate al Grande Torino
ore 15.15 – Live: con le immagini in diretta, dal Duomo di Torino, della Santa Messa dedicata agli Invincibili
ore 16.45 – Superga: Gli esperti raccontano. Cosa accadde il 4 maggio: l'analisi di un pilota esperto e la testimonianza di chi controllò la costruzione del G212
ore 17.00 – Live: Il ricordo del Grande Torino con le immagini della Cerimonia presso il Cimitero Monumentale di Torino
ore 19.45 - Susanna Egri: Vi racconto mio padre. La celebre danzatrice si racconta e ricorda suo padre, Erno Egri Erbstein, il tecnico del Grande Torino
ore 20.15 – Superga 70: Il Grande Torino nelle scuole
ore 21.00 – Live: Speciale 4 maggio, per rivivere insieme tutte le celebrazioni per i 70 anni dalla tragedia di Superga

Il sito del Torino ricorda anche un evento speciale a Matera, Capitale Europea della Cultura. È in corso un laboratorio di disegno dedicato al Grande Torino e guidato da Matteo Matteucci, autore della graphic novel Il Grande Torino; i bambini dovranno disegnare i giocatori e i loro lavori saranno poi consegnati al Torino, che li inserirà nel progetto Superga 70, con cui la società intende unire le generazioni nel ricordo dei campioni scomparsi a Superga.


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