La Manica della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, colorato e accogliente

Un edificio degli anni '50, in corso Lione, trasformato in La Manica, un collegio universitario da 41 posti, a pochi passi dal Politecnico e a poca distanza dalle fermate dei bus che conducono verso le diversi sedi universitarie sparse in città. È la bella operazione appena completata dalla Fondazione Collegio Universitario Einaudi, che, spiega nel comunicato stampa, "è impegnata nel rinnovamento di tutte e cinque le proprie residenze e nel recupero di immobili di proprietà fino ad oggi adibiti ad altri usi, con l'obiettivo da una parte di adeguarle a esigenze e standard della vita contemporanea, dall'altra di ampliare il numero di posti di studio e contribuire così all'aumento di questo tipo di offerta da parte del Sistema Universitario Torinese". La ristrutturazione de La Manica è piuttosto interessante perché garantisce ai 41 studenti non solo spazi privati dotati di tutti i comfort, manche ampi luoghi di socializzazione. Realizzata su progetto di DAR

Nel Borgo Medievale, alla scoperta dei Giardini

In quello straordinario complesso che è il Borgo Medievale, capace di ricostruire l'atmosfera di un'epoca in una piccola superficie sulla riva del Po, non manca il giardino, che è uno degli elementi di fascino della cultura medievale. Si trova in uno spazio di forma irregolare, tra la Rocca, le mura e il Borgo (ha una bella vista sui suoi tetti!), che per decenni, dopo la costruzione del complesso per l'Esposizione Universale del 1884, non ebbe un uso ben definito. Poi, alla fine del XX secolo e nei primi anni del XXI, gli si trovò la destinazione di giardino; con la collaborazione dell'Orto Botanico dell'Università di Torino (che è a poca distanza, sempre nel Parco del Valentino) e della Scuola per giardinieri Ratta, vennero realizzati tre giardini, ispirati all'iconografia medievale, in particolare dei secoli XIII e XIV, i secoli dell'amor cortese e della civiltà cavalleresca, insomma. E passeggiando in questi piccoli spazi verdeggianti, all'ombra dei merli del Castello, non è difficile immaginarsi madonne che leggevano versi sotto il pergolato o ascoltavano le storie di avventure lontane dalle abili voci e musiche dei cantastorie.

Giardino del Borgo Medievale di Torino Giardino del Borgo Medievale di Torino

Il Giardino delle Delizie è quello che avrebbero più facilmente frequentato il signore del castello e la sua corte: è formato da quattro aiuole quadrate con al centro una piccola fontana; colpisce subito la pavimentazione dei percorsi che delimitano le aiuole, in piccoli tronchi di castagno infissi verticalmente nel terreno, l'uno accanto all'altro, tipica delle baite cinquecentesche dell'Alta Valle di Susa. Legno di castagno anche per le basse recinzioni che circondano e delimitano le aiuole, nelle quali ci sono soprattutto piante ornamentali, che fanno, per l'appunto, la delizia del signore e del suo seguito: rose, primule, gigli, viole, margherite, piantate nelle aiuole in modo da far risaltare la loro individualità. La scelta delle piante è stata ispirata a dipinti, codici miniati, affreschi come quelli del ciclo del Castello della Manta (CN), che si trovano riprodotti anche nella Rocca del Borgo. A sottolineare il suo ruolo di luogo di delizia del signore, la presenza di un piccolo pergolato di vite e di rose, di spalliere di rose, e di piccole panchine di pietra.

Giardino del Borgo Medievale di Torino Giardino del Borgo Medievale di Torino

Il Giardino dei Semplici formato da una piccola aiuola centrale circondata da altre aiuole a forma di L, a formare, tutte insieme, un rettangolo; deve il suo nome al fatto che era frequentato dalla gente semplice al servizio del signore, i contadini, i cuochi, i monaci erboristi. Nelle diverse aiuole, leggermente rialzate con cordoli di pietra. si coltivano varie piante officinali, utilizzate non solo in cucina, ma anche in medicina o nell'elementare cosmesi del tempo: salvia, timo, maggioranza, assenzio, utilizzate dai cuochi e dai monaci, ma anche lino, robbia e guado, che si usavano nella produzione tessile. Completa la trilogia dei giardini medievali l'orto, anch'esso di piccole dimensioni, ma utilissimo per scoprire gli ortaggi coltivati nel Medio Evo; vi si trovano, in piccole aiuole rettangolari e ordinate legumi, cereali e ortaggi vari; esclusi, ovviamente, patate, pomodori e peperoni, oggi comuni sulle nostre tavole, ma inesistenti nel Medio Evo, dato che sarebbero arrivati solo dopo la scoperta dell'America. In questa parte del Giardino c'è anche una piccola capanna di legno per gli attrezzi.

Giardino del Borgo Medievale di Torino Giardino del Borgo Medievale di Torino

Tutto ha piccole dimensioni, ma racconta perfettamente i dettagli dei secoli delle chanson de geste, dell'amor cortese, delle società fortemente gerarchizzate dal feudalesimo. E lo fa in un'area raccolta, quasi incastonata tra il Castello, il cui profilo è sempre visibile, e i tetti del Borgo, in cui i suoni di Torino non arrivano e sembra davvero di essere in un'altra epoca.

Se volete scoprire l'incanto dei Giardini, generalmente visitabili solo a completamento della visita guidata alla Rocca, c'è una bella occasione, l'ultima di questa primavera, offerta da Calici in giardino di Theatrum Sabaudiae: il 23 maggio 2019, alle ore 17.30, ci sarà una visita ai giardini con una guida botanica, che spiegherà caratteristiche e curiosità delle piante presenti. E poi, sotto il pergolato, un aperitivo con calice di vino e piccole prelibatezze: si potrà così passeggiare tra le piante e le aiuole con un calice in mano, unendo le delizie dei signori medievali a quelle contemporanee (20 euro a persona, 15 euro per possessori delle tessere di Abbonamento Musei). Lo stesso giorno, dalle ore 14, la musica degli strumenti a corda della manifestazione Torino 1000 corde, che accompagnerà i visitatori del Borgo, offrendo un ulteriore elemento di ambientazione medievale.

Info e prenotazioni su www.arteintorino.com.


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