La notte che verrà, installazione itinerante di luci e suoni per la rinascita della Dora

Un'installazione di luci e suoni che il 28 luglio 2021 dalle ore 22 percorrerà entrambe le rive della Dora, dal Campus Einaudi al Parco Dora, per celebrare il via a 19 progetti che cambieranno il volto ai quartieri che vi si affacciano, migliorando la qualità della vita dei residenti. La notte che verrà , questo il suo nome, " trasporterà, cullata dal fiume, le voci, le lingue e le storie narrate dagli abitanti dei quartieri lungo il suo corso" spiega il comunicato stampa "I ponti di luce, trasportati da veicoli 100% elettrici, si muoveranno lungo gli argini del fiume e andranno a valorizzare, grazie al disegno luminoso, i luoghi simbolo dei quartieri. Sarà una coreografia in movimento che toccherà i ponti Carpanini, Livorno e Washington; che visiterà il Parco Dora, la Biblioteca Italo Calvino, il Campus e Borgo Dora, tutti luoghi simbolo di inclusività e condivisione. Ponti di luce tra le persone che condividono uno spazio sia reale, sia interiore. Al termine del pe

Open House Torino 2019, i numeri del suo successo (e primo su Instagram!)

Sono passati 10 giorni da Open House Torino e sono arrivati i numeri, che sono belli e importanti, come lo sono stati nelle precedenti edizioni (non dimentichiamo che Torino ha avuto il miglior esordio di sempre di tutta la rete mondiale del format, con 111 spazi aperti e oltre 15mila visitatori, nel 2017, solo due anni fa!). Quest'anno, il primo anno della app, con i visitatori che hanno dovuto registrarsi prima delle visite, in modo da utilizzare il codice QR, ci sono state oltre 25mila persone che hanno partecipato a Open House Torino, per un totale di oltre 60mila visite (ergo, ogni visitatore ha fatto in media almeno un paio di visite e anche questa è cosa bella!).

Open House Torino 2019 Nuvola Lavazza Open House Torino 2019 25 verde

Considerando che gli orari delle visite non sono stati uguali in tutti gli spazi aperti (chi ha aperto solo sabato, chi ha preferito le mezze giornate, chi ha tenuto aperto per tutto il weekend, ecc ecc), l'architettura contemporanea appassiona i torinesi: Nuvola Lavazza, con 1956 visitatori, 25 Verde con 1685 e Bernini2 con 1569 sono stati i tre posti più visitati della terza edizione (e alle loro spalle ancora architettura contemporanea con i 1555 che sono saliti sul grattacielo Intesa Sanpaolo e i 1348 che hanno scoperto i lofts di EDIT). Belle e interessanti queste indicazioni, che parlano di un pubblico aperto e pronto a scoprire la "nuova" architettura cittadina.

Open House Torino 2019 ha avuto successo anche nei social: su Facebook ha superato i 9mila followers, ma è Instagram, giustamente, il social della sua affermazione anche internazionale. Attualmente l'account di OHT è il primo in Italia e quinto in Europa per numero di followers, oltre 4.800; in soli due giorni, 2000 foto sono state taggate con l'hashtag #openhousetorino.


Il video di Open House Torino, che riassume l'edizione 2019

Il successo è stato notevole anche sui media (e, collaborando all'ufficio stampa, ne sono particolarmente felice). Non solo i quotidiani cittadini hanno dato largo spazio alla manifestazione, con la Repubblica media partner, la copertina di Torino Sette e i numerosi servizi che Corriere della Sera e La Stampa hanno pubblicato, ma anche Torino Storia, che durante tutto l'anno ha dedicato un articolo a uno degli spazi aperti da Open House Torino, i blog torinesi, che hanno segnalato la manifestazione, il web specializzato in architettura, la partnership con Elle Decor, fino alla presenza del presidente di Open House Torino Luca Ballarini negli studi di TGR Piemonte per presentare il weekend d'architettura. Una manifestazione che ha ormai conquistato i media cittadini, consapevoli delle sue potenzialità (grazie a tutti!), e che adesso ha davanti nuove sfide: conquistare l'attenzione nazionale e, perché no?, internazionale. In conferenza stampa, Luca Ballarini ha detto che vorrebbe che Open House Torino diventasse il più importante evento d'architettura d'Italia e che Torino ha tutti i numeri per riuscirci. L'architettura in grado di richiamare i turisti (ha già iniziato a farlo) e di affascinare anche all'estero. Bello, no?

Ho creduto in Open House Torino sin dalla prima edizione, tanto che appena ne ho avuto notizia (due persone me ne hanno parlato in meno di 24 ore all'inizio di maggio 2017), ho contattato Cristiana e Laura di Comunicharch per chiedere se avevano bisogno di collaboratori. Dall'interno dell'organizzazione, pur defilata, posso dire che non c'è successo senza una bella squadra di persone appassionate e Open House Torino ce l'ha. Non sarebbe lo stesso senza Chiara, Alessandra, Marco, Giulia, i due Luca, Cristiana, Laura, Agnese e tutti gli altri, la cosa che ho sempre amato è che se ci sono problemi non si cercano colpevoli, ma soluzioni. A loro e agli oltre 400 volontari, il grazie di un successo tutto torinese


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