Quando si andava in spiaggia sul Po

Mentre arriva l'autunno, queste fotografie che arrivano dal passato, per raccontare quando i fiumi di Torino erano balneabili e chi non poteva raggiungere la Liguria e le spiagge approfittava delle rive del Po, della Stura e del Sangone (lungo la Dora sorgevano le industrie ed era per questo meno ambito; per questa stessa ragione, i bagni erano a monte della città, da Moncalieri fino all'altezza delle attuali Molinette, e non a valle, dove venivano versati nel fiume gli scarichi della città e delle sue industrie). Lungo il Po sorgevano veri e propri stabilimenti balneari, con ombrellini, sdraio e, nei casi di maggior lusso, con piscina propria, oltre alle acque del fiume. I bagni più belli, i Bagni Lido Savoia e i Bagni Diana, si trovavano sulla riva destra del Po, all'altezza, più o meno di Italia 61, ma sull'altro lato; avevano alle spalle la collina e in lontananza, guadando verso nord, la guglia della Mole Antonelliana (davanti la macchia verde che ci sarebbe

Torino, la più visitata d'Italia dopo le città d'arte: dati utili per le ATP Finals

Nonostante il piagnisteo strumentale per le mancate Olimpiadi Invernali 2026 (posso dire che non lo sopporto più?), Torino è la città più visitata d'Italia, dopo la triade Roma-Firenze-Venezia: negli ultimi 10 anni, il turismo è cresciuto del 33%, nei primi sei mesi del 2019 del 5% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Torino Stupinigi

Il dato è di Federalberghi, il risultato è netto: Torino piace e interessa ai turisti, con o senza Olimpiadi, con o senza grandi mostre e grandi eventi. C'è una base di interesse, soprattutto nazionale, ma anche internazionale, con arrivi costanti da Francia, Svizzera, Germania e Spagna (i benedetti voli low cost, se solo a Caselle lo capissero!), su cui lavorare per fare del turismo una delle voci strategiche del PIL torinese. Perché il turismo, se ben utilizzato e valorizzato, non genera soltanto posti di cameriere e barista, ma richiede anche professionisti competenti per l'arte, la cultura, i parchi, la strategia (restauratori, storici dell'arte, architetti del paesaggio, curatori di eventi, tour operator, creativi, opinion maker, manager in vari settori, compresi i social). Il mitico si può vivere di turismo, insomma, che può contribuire al futuro cittadino.

Sono dati utilissimi per pensare bene i 5 anni di finali dell'ATP, che trasformeranno Torino nella capitale del tennis, la più ambita dai migliori tennisti del mondo, perché qui e solo qui, i re di Wimbledon e del Roland Garros e di tutti i tornei più importanti, in base al punteggio conquistato nei tornei disputati durante i dodici mesi, si disputeranno la corona di migliore dell'anno. Capitale mondiale del tennis, con dirette tv in tutte le lingue, con giornalisti da tutto il mondo, con articoli che racconteranno le 10 cose da fare e da non perdere a Torino durante le ATP Finals sui blog e sulle riviste specializzate di tutti i continenti.

Come ho giàscrittonon ho mai avuto alcun interesse per la ripetizione delle Olimpiadi invernali, solo 20 anni dopo (il mio primo pensiero, quando si è iniziato a parlarne è stato "Turna?" una delle poche parole che so in dialetto) e sono eccitata e curiosa per 5 anni sulla cresta del mondo, ogni dicembre. È a quell'evento che Torino deve prepararsi con rigore ed entusiasmo sabaudi. Che ci siano mostre invidiabili, notti magiche dicembrine, proposte indimenticabili di enogastronomia, creatività torinese, che siano fuochi e droni, perché sarà con le ATP Finals che dovremo vincere, più dei 5 campioni che incoroneremo al Pala Alpitour. Abbiamo risultati incoraggianti dal turismo, che siano il primo tassello da cui partire, in vista di dicembre 2021.


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