Un menù autunnale a filiera cortissima e autoprodotta, la svolta di Affini

Un menù autunnale che è risultato di un progetto bello e ambizioso, pensato avendo l'Agenda 2030 dell'ONU come direzione. Il Gruppo Affini svolta verso il controllo della filiera produttiva, sempre più corta, così da rispondere in modo concreto alle esigenze di sostenibilità, più urgenti da dopo il lockdown. Da Green Pea, dove il suo terzo locale (gli altri due sono a San Salvario ea Porta Palazzo) sta per festeggiare un anno di apertura, Davide Pinto spiega come il periodo di chiusura sia stato utilizzato per lo studio e le sperimentazioni: "Il delivery ci ha annoiato subito, sapevamo che non era la nostra soluzione" ha spiegato. Così, durante la pausa delle attività, insieme al suo team, (l'aromatiere e distillatore Alfedo La Cava e il bar manager Michele Marzella in primis ), si è dedicato alla ricerca di nuovi metodi di produzione, con cui sono arrivate anche nuove collaborazioni. Artigiani Gentili , questo il nome del progetto, ha una parte legata alle

Borgo Hermada: l'architettura contemporanea tra la città e la sua collina

Nella Torino che si rinnova sempre e che dà nuova vita ai suoi edifici, c'è anche l'esperimento in corso in collina (la consegna degli appartamenti è prevista per l'estate 2020). Il Borgo Hermada, progettato dal torinese +studioarchitetti, dà vita contemporanea a edifici storici e a ville costruite ex novo, trovando materiali ed elementi unificanti; i 32 appartamenti ricavati offrono il vantaggio di una vita urbana a due passi dal verde della collina, tra piazza Hermada e piazza Toselli, appena sopra corso Quintino Sella.

Borgo Hermada Borgo Hermada

Gli edifici sono tre: Villa Angelica, il Convento e le Ville; la loro posizione permette di disegnare un bel giardino interno. Villa Angelica è la costruzione più antica, risale al XVIII secolo e la sua ristrutturazione, che ha rispettato i volumi e l'aspetto originari, ha dotato la facciata verso il giardino di nuovi balconi, inseriti in una nuova griglia di aspetto leggero.

Borgo Hermada Borgo Hermada

Il Convento presenta un intervento molto più incisivo: dell'antico edificio novecentesco è stato conservato praticamente solo il volume. La nuova facciata è caratterizzata da un ampio basamento in laterizi, con lesene di diverse dimensioni; al di sopra le aperture hanno una grande verticalità, che risponde ai ritmi orizzontali del rivestimento. Sui lati corti, ampli e profondi balconi con parete in legno sono quasi un avviso delle terrazze sul lato giardino; queste sono definite da una struttura in acciaio, con schermature in listelli orizzontali, che permettono l'ombreggiamento adeguato. Il basamento in laterizio della facciata è un elemento unificante del complesso, lasciato il Convento, infatti, prosegue fino a disegnare l'ingresso al Borgo e la base delle due nuove ville. Queste ultime sono il vero tocco contemporaneo, essendo l'unica costruzione ex novo: sono alte due piani e contengono in tutto quattro appartamenti; i due al piano terreno hanno un giardino sul lato interno.

Borgo Hermada Borgo Hermada

Il complesso dà protagonismo ai laterizi, diventati elemento di unione, in grado di raccontare una storia lunga diversi secoli (lo si legge bene anche nel giardino). Anche i balconi del lato interno sono una sorta di dialogo tra edifici di epoche diverse, non solo elemento d'architettura, ma anche un invito a un nuovo modo di abitare, più consapevole delle viste sui dintorni e della vita all'aperto. L'architettura contemporanea entra con forza in un'area storica torinese, che si è sempre distinta per uno stile di vita a metà strada tra la città, ai suoi piedi, e la collina, con i suoi tempi più lenti, le passeggiate nei boschi e la freschezza della natura.


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