Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

I 70 anni del Pastificio Bolognese: una bella storia familiare di successo

In via San Secondo 69, il Pastificio Bolognese è uno dei punti di riferimento della gastronomia torinese e, come tante eccellenze locali, ha una bella storia da raccontare. Una storia che inizia 70 anni fa, con l'arrivo a Torino di Alda e Giuseppe Muzzarelli, con il loro piccolo Achille, in cerca di fortuna nella grande città dalla natia Modena. Da buoni emiliani, si mettono subito al lavoro e Alda inizia a produrre a mano i tortellini, pasta fresca che oggi è simbolo della sua terra (ma anche dell'Italia all'estero!), ma che all'inizio degli anni '50 era sconosciuta ai torinesi.

Famiglia Muzzarelli Pastificio Bolognese

In breve tempo, il successo è tale che Giuseppe decide di introdurre l'uso delle macchine per la loro produzione e il giovane Achille, che inizia dal basso il suo cammino nella piccola impresa di famiglia, effettua le consegne in bicicletta. Sono gli anni '50, il decennio in cui l'Italia si rialza dopo le devastazioni della guerra e in cui tante famiglie gettano le basi per la loro stessa rinascita. I Muzzarelli si distinguono subito per le capacità d'innovazione: non solo le macchine per soddisfare le richieste di una clientela sempre più numerosa, soprattutto nell'alta ristorazione, non solo la qualità degli ingredienti, che è indispensabile per affermarsi in un mondo sempre più competitivo. Ma anche la capacità di allargare l'offerta dei prodotti e di rinnovarli continuamente.

Quando il giovane Achille prende in mano le redini dell'azienda, introduce nuovi ingredienti come il basilico fresco, le erbe aromatiche, la borraggine, tutti prodotti mai visti prima nella produzione della pasta fresca; è ancora Achille a produrre la pasta fresca trafilata, vista fino ad allora solo nella versione secca, che permette ai ristoranti di essere più veloci in cucina. I Muzzarelli ampliano ancora le proprie attività, con l'arrivo della terza generazione, tutta femminile: Cristina, Laura ed Elena, le figlie di Achille, introducono il loro Pastificio Bolognese in un mercato sempre più veloce e competitivo, sapendo cavalcare abilmente le mode del momento, dagli chef stellati alle ricette insolite, fino all'apertura di una gastronomia, per chi vuole portare a casa piatti pronti e di qualità. Qui, raccontano le sorelle Muzzarelli, sia le famiglie che gli imprenditori "possono trovare la pasta, non solo in versione classica, ma anche con farina integrale o kamut e, su richiesta, senza uova. Sono oltre 90 i tipi di pasta fresca prodotti di diversi formati come garganelli, fusilli, calamarata, mezzi paccheri, anche nelle varianti colorate al nero di seppia, al pomodoro, allo zafferano o con farina di castagne. Tra le paste ripiene sono prodotti di punta i plin di Langa e gli agnolotti paesani, ma anche specialità che si discostano dalla tradizione locale come, ovviamente, i cappelletti di Modena".

Con la terza generazione alla guida, il Pastificio Bolognese festeggia i suoi primi 70 anni e lo farà con una festa a inviti il 16 settembre 2019: "Siamo felici e orgogliosi di aver continuato a garantire nel tempo, nella nostra città di adozione, Torino, un prodotto di qualità nato dalla passione nel mettere, ed è proprio il caso di dirlo, le mani in pasta; la festa è per noi l'occasione di ringraziare chi, in tutti questi anni, dai clienti ai fornitori, dai ristoratori sino agli amici, ci ha dato piena fiducia e la spinta per fare sempre meglio stando al passo con le richieste del mercato" dice Achille Muzzarelli, adesso presidente del Pastificio Bolognese.

Non è una bella storia? Torino città di immigrazioni e di accoglienza, che dà il posto che merita a chi ha idee, lavora duro, ha come obiettivo qualità e innovazione. Poi, annotazione del tutto personale, tempo fa ho scoperto che Achille Muzzarelli è un tifoso del Torino, come me, e, per ricordare le sue simpatie granata, il Pastificio Bolognese ha contribuito al crowdfunding con cui è stato ricostruito lo Stadio Filadelfia, sponsorizzando la costruzione del pennone che ricorda capitan Mazzola (leggete qui la bella storia che lega Achille Muzzarelli al grande Capitano del Toro). Grazie anche per questo!


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