L'Artemide di Palazzo Reale in gara per il restauro: votatela!

La statua dell'Artemide, che potete ammirare nel porticato della Corte d'Onore di Palazzo Reale, nei Musei Reali di Torino, partecipa a una gara per il restauro a cui concorrono otto opere d'arte di diverse Regioni italiane (Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana). A scegliere il vincitore, i cittadini italiani, che potranno votare l'opera meritevole di restauro sul sito www.liberalarte.org entro il 9 ottobre 2019 (per votare non bisogna né registrarsi né fornire informazioni personali).

Libera l'arte

Il progetto è sponsorizzato da Sanex (e benedetti siano gli sponsor che si prendono cura del patrimonio artistico meno famoso, ma non per questo meno importante per la nostra identità), che non considera casuale il suo legame con l'arte: "Le splendide opere d'arte del nostro Paese sono soggette a deterioramento. Allo stesso modo anche la pelle nasce perfettamente sana e levigata, ma, inesorabilmente, l'inquinamento e gli agenti esterni, come lo stress o l'uso di prodotti chimici aggressivi, con il passare del tempo, agiscono causandone il deterioramento. La linea a marchio Sanex mantiene la pelle sana attraverso prodotti rigorosamente formulati riducendo al minimo gli ingredienti chimici non necessari e gli allergeni" spiega il comunicato stampa che promuove il progetto. Una volta stabilita l'opera vincitrice, sarà restaurata e poi restituita al pubblico entro gennaio 2020.

L'Artemide torinese ornava un tempo lo scalone di Palazzo Reale ed è stata probabilmente commissionata da re Carlo Alberto a Giuseppe Gaggini, tra il 1835 e il 1847. Raffigura la dea con i suoi attributi di cacciatrice, ovvero una cerva e la faretra; la statua è una copia dell'Artemide di età romana oggi conservata nel Museo del Louvre e a sua volta copia marmorea di una statua in bronzo di Leochares, scultore greco del IV secolo avanti Cristo. "Arrivò da Roma come dono di papa Paolo IV al re Enrico II nel 1556 e conobbe in Francia una grandissima fortuna, divenendo l'immagine di Artemide per antonomasia. Nella seconda metà del XVIII secolo, l'opera fu riprodotta, in grande e in piccolo, in diversi materiali, e nel corso dell'Ottocento viene inclusa nelle serie dei grandi calchi in gesso che arredavano musei e dimore signorili. Il restauro consentirà di meglio apprezzare la qualità della copia di Torino e di approfondire gli studi sulle circostanze della sua realizzazione" spiega ancora il comunicato stampa.

Al momento, sul sito di Libera l'arte, l'Artemide di Torino è la seconda opera più votata, preceduta solo dalla Fontana del Delfino di Bergamo, votatissima. Che dire? Votate l'Artemide dei Muse iReali!


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