Lungo i Sentieri dei Frescanti, gli affreschi e i tesori d'arte più antichi del Roero

Un'estate che non invita i più prudenti ai viaggi all'estero quanto alla (ri)scoperta del proprio territorio. E tra le cose da scoprire alle porte di Torino, ci sono i Sentieri dei Frescanti, che si sviluppano nel Roero e che per tutta l'estate aprono le porte di piccole chiese, cappelle e santuari che punteggiano le colline tra Alba e Asti, a circa un'ora di macchina dal capoluogo piemontese. È un circuito davvero affascinante, che svela la storia millenaria e le culture di un'area famosa per la bellezza del suo paesaggio e la ricchezza della sua enogastronomia. Affreschi nella Cappella di San Servasio a Castellinaldo d'Alba (sin) il Santuario della Madonna di Tavoletto, a Sommariva Perno (des) Mi piace come il comunicato stampa descrive questa ricchezza storica e culturale, un vero affresco di genti: i Sentieri dei Frescanti "si snodano infatti attraverso castelli, chiese cittadine, cappelle campestri, un tempo asilo e protezione per i pellegrini che p

Quando in piazza San Carlo c'era il padiglione dei negozianti di via Roma

Cosa fare dei negozi della via Roma da demolire e ricostruire? Negli anni '30 del Novecento, la domanda era serissima. Che via Roma dovesse essere ricostruita in toto era fuori discussione: stato degli edifici e loro igiene esigevano un intervento, si trattava pur sempre della più importante via del centro torinese. Così, affinché i negozianti non perdessero il loro lavoro durante la riqualificazione della via, si decise di creare un apposito padiglione in piazza San Carlo, sul lato occidentale, verso piazza Solferino e le Alpi, parallelo al lato lungo. Una sorta di centro commerciale all'aperto ante litteram.

Padiglione provvisorio via Roma Padiglione provvisorio via Roma

Il progetto fu disegnato da Enrico Bonicelli e venne realizzato in poco più di 3 mesi: era lungo 132 metri per 17 di lunghezza. Lo stile era razionalista, con tanto di tettoie per riparare i potenziali clienti dalla pioggia. Anche le ampie vetrine servivano per attirare i clienti. Ma quello che ha affascinato i fotografi e che permette a noi di ammirare ancora oggi quella costruzione provvisoria, è l'uso del vetro e del ferro, la capacità dei vetri di riflettere le architetture circostanti, dando così vita a immagini un po' oniriche. Poi, una volta riqualificata via Roma, i negozianti ritornarono nei nuovi locali e il padiglione provvisorio lasciò di nuovo spazio alla bellezza di piazza San Carlo.


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