Clara Caroli: La casa dei cuori sospesi, leggerezza e ironia per storie della Torino contemporanea

Ho letto La casa dei cuori sospesi di Clara Caroli (La Corte Editore) poche settimane fa, al mare, e me ne sono innamorata. Si svolge a Torino ed è la principale ragione per cui mi ha incuriosito, poi mi ha intrigato la trama, che racconta una storia corale, ricca di incastri e di sorprese, con al centro Romina e Stella, amiche che gestiscono insieme la libreria Non è una pizza (e la nascita di questa libreria ha lati esilaranti, oltre a essere una dichiarazione d'amore ai libri) e sono coinquiline in una casa sulla collina di Moncalieri, che fa venire voglia di viverci per qualche tempo. Tutt'intorno a loro, storie, personaggi, anche animali, che mano a mano si incastrano come in un puzzle divertente e leggero, che si legge d'un fiato sotto l'ombrellone e mantiene alta la curiosità fino alla fine, con momenti di comicità, di riflessione e di sorpresa. Essendomi innamorata della storia, della città che racconta e dello stile, è stato inevitabile contattare Clara Carol

Quando su piazza Baldissera c'era il cavalcavia

È probabilmente una delle piazze più odiate di Torino: su di lei convergono alcuni dei principali assi cittadini, la Spina Centrale, che attraversa la città da Nord a Sud, e l'asse Est-Ovest, dal ponte Regina Margherita, sul Po, fino al Parco Dora; passano di lì anche altre vie importanti come via Cecchi o via Stradella; in certe giornate, meglio tenersi lontano negli orari di punta. Piazza Baldissera è sempre stata un luogo nevralgico per Torino, a memoria mia sempre mal gestito, anche quando c'erano la Stazione Dora e la ferrovia in superficie a fare da ostacolo e la sopraelevata su corso Mortara.

piazza Baldissera ieri piazza Baldissera oggi

Nei progetti della Torino del XXI secolo, abbattuta la storica Stazione (ed è stato un peccato), la piazza rimane un centro nevralgico: qui non solo convergono gli assi già indicati, ma ci sono anche la Stazione Dora, che oggi collega Torino al suo aeroporto e alle Valli di Lanzo (ferrovia misconosciuta, in meno di 20 minuti si è a Caselle!) e, prima o poi, la Stazione Dora sotterranea, che permetterà alle decine di migliaia di residenti di usufruire dei treni del Sistema Ferroviario Metropolitano, raggiungendo in pochi minuti Porta Susa, la stazione del Lingotto e, quindi, le diverse linee che corrono sui binari torinesi, Alta Velocità compresa. Senza dimenticare che attraverso la stessa stazione arriveranno migliaia di persone per il Parco Dora e le nuove Officine S, polo del cibo in apertura in primavera.

Piazza Baldissera continua a essere un'incompiuta: si dovrà scavare di nuovo per la Stazione sotterranea, si metterà in uso prima o poi il tunnel per le auto, già predisposto tra corso Mortara a corso Vigevano, torneranno i binari del 10, per ridare unitarietà a una delle linee di tram più lunghe ed essenziali di Torino. Ma non si può negare che, pur con tutte le sue problematicità, sia un bel passo avanti, rispetto a quando c'era la sopraelevata che nascondeva la Stazione Dora e passava tra le fabbriche di corso Mortara. Rimangono gli stessi edifici, anche se adesso Unieuro ha preso il posto dello storico autoconcessionario e se sono sorti nuovi servizi: ma quella grande rotonda verde, che dà aria e respiro alla Spina 3 e agli edifici che vi si affacciano, la macchia verde del Parco, sono un bel progresso.


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