Tre visite al cantiere di restauro della Fontana del Nettuno di Villa della Regina

L'ingresso a Villa della Regina, la residenza sabauda più panoramica di Torino, avviene attraverso un lungo viale, in salita, chiuso dal grandioso Grand Rondeau, al cui centro c'è la Fontana del Nettuno. È affiancata da due monumentali scalinate laterali simmetriche, disposte a tenaglia, mentre lo sguardo è già attirato dalla villa, finalmente a due passi. Le simmetrie scenografiche, l'asse visuale, la meraviglia sono tutti elementi del barocco torinese che trovano espressione in questa residenza. Saranno ancora più leggibili dopo il restauro delle sculture della fontana, che parte in questi giorni e che avviene grazue al lavoro degli studenti del primo anno del settore di specializzazione in Materiali lapidei e derivati; Superfici decorate dell'architettura del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Torino, in convenzione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale&q

TorineSÌ: Isabella Giunto, sono una guerriera senza zona comfort

Isabella Giunto, nata a Stornarella (FG), 60 anni,
ideatrice del Salotto Buono, interior design e stylist

Sì allo sviluppo, al futuro, agli orizzonti da scoprire; No allo sconosciuto, all'incertezza, alla novità. Se n'è parlato tanto in questi mesi e, guardando le piazze e ascoltando i discorsi, mi è venuto in mente un magico verso di Dante Alighieri, che ha definito l'Italia il Bel Paese dove il sì suona. Mi è sempre piaciuta l'idea di una terra allora divisa in tanti Stati, rivalità e avversioni e unificata dal suo monosillabo più ottimistico, agli albori del volgare. Così è nata l'idea di questa sezione TorineSÌ, per scoprire quando i torinesi dicono sì, uscendo dalle loro zone comfort, e quali forze ed energie trovano per accettare le sfide dei loro sì. Le domande sono uguali per tutti gli intervistati e grazie a tutti i torinesi, nati qui o arrivati per scelta, per le loro risposte.

- Pensa che sia più facile dire sì o no?
Più facile dire di sì, perché bisogna essere propositivi e ottimisti. Con il sì rischi, ti dai un'opportunità, fai qualcosa. Se dici no crei una barriera, quindi chiudi; i percorsi hanno ostacoli, ovvio, ma penso sia sempre importante aprirsi opportunità.

- Il sì più folle, quello che ha detto senza pensarci, e quello più faticoso?
Il Salotto Buono è la mia impresa più folle, ma ci credo profondamente, mi piace e mi sono buttata con passione ed entusiasmo (Rotta su Torino ha scritto del Salotto Buono qui). Non riesco a trovare un sì faticoso, perché se non sono interessata non dico sì... non mi viene in mente niente.

- C'è un sì di cui si sente orgogliosa e uno che, ripensandoci, non direbbe? Quali sono?
Sono orgogliosa di tutto quello che ho fatto e pertanto ridirei tutti i sì che ho detto, non ho rimpianti.

- Ha mai identificato in cosa consista la sua zona comfort? Cosa ha implicato uscirne, le volte che l'ha fatto?
La mia zona di comfort, essendo una guerriera, non è ben definita. Ho dovuto lottare per tutta la vita per mantenermi, per fare quello che volevo, se c'è stata una zona comfort l'ho sempre frequentata poco.

- Ci sono dei sì detti da Torino, durante la sua storia, di cui si sente orgogliosa e in cui si riconosce?
Torino è una città che combatte molto. Mi piace come abbia saputo emanciparsi dall'industria: era una città chiusa a tutto, poco conosciuta e riconosciuta per quello che aveva. Eravamo solo la città della Fiat. Con il sì alle Olimpiadi, Torino si è emancipata e ne sono felice perché è una città che adoro: forse la mia zona di comfort è proprio Torino.


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